Esteri

Presa una delle tre mogli di al-Baghdadi

La donna del Califfo del terrore catturata insieme alla figlia al confine tra il Libano e la Siria

Fermata e arrestata al confine tra Siria e Libano. Stretta su Abu Bakr al-Baghdadi, il capo dello Stato Islamico. Il 23 novembre scorso, infatti, una delle sue mogli è stata arrestata e finita nelle mani dell'intelligence libanese. La donna, insieme alla figlia, stava cercando di attraversare il confine tra Siria e Libano con documenti falsi. La notizia è stata divulgata da fonti della sicurezza libanese, ed è apparsa sul quotidiano libanese al-Safir. All'operazione, inoltre, avrebbero partecipato anche uomini l'intelligence di un Paese occidentale. Fonti del posto riferiscono che ad aiutare le forze libanesi sarebbe stata l'intelligence francese, forse anche quella israeliana. Di certo c'è che una delle tre moglie del Califfo, anche se voci non confermate attribuiscono al capo dell'Isis addirittura 72 unioni, è stata individuata e fermata. Dopo l'arresto la donna, che sarebbe l'irachena Sajaa al Duleimi, è stata trattenuta nel quartier generale del ministero della Difesa a Yarze, nel Libano centro-occidentale. Qui è stata sottopposta a fermo e interrogata. Giallo ancora sull’identità della figlia, per cui sono in corso gli esami del Dna per accertare che sia effettivamente di al-Baghdadi. L'arresto della donna rappresenta un duro colpo all'Isis, arrivato dopo l'operazione delle forze alleate che nelle scorse settimane hanno bombardato e colpito il Califfo e i suoi luogotenenti durante una riunione nella zona di Mosul. In quella circostanza al-Baghdadi, che in primo momento si pensava fosse morto, è rimasto ferito. Ora arriva l'arresto di una delle sue mogli che, a questo punto, potrebbe rivelare preziosissime informazioni per arrivare alla cattura del Califfo. Secondo fonti locali, infatti, la donna, al momento dell'arresto, stava fuggendo proprio dal marito ricco e spietato. Se la sua identità fosse confermata, Sajaa al Duleimi faceva parte di un gruppo di 13 donne rilasciate dal regime di Damasco nello scambio di prigionieri concordato per ottenere la liberazione delle suore di Maalula.

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