Il pentagono conferma: l’Iran ha cominciato a bombardare l’IS. L’ammiraglio John Kirby ha spiegato che gli Stati Uniti confermano la non collaborazione tra i due paesi. Pur non specificando nulla circa le operazioni aeree, un alto ufficiale iraniano ha però fatto cadere ogni ipotesi di coordinamento con gli americani. Confermando, indirettamente, le operazioni di attacco aereo. Intanto, tutti i rappresentanti dei paesi che stanno combattendo contro l’IS si sono riuniti nel quartier generale della Nato a Bruxelles per fare il punto della situazione. Le riunioni, che saranno guidate dal Segretario di Stato americano, John Kerry, avranno come tema sia le operazioni militari sia il problema dei flussi dei “foreign fighter” e il problema della propaganda IS. I ministri cercheranno di trovare un messaggio che si possa opporre strategicamente e culturalmente ai messaggi lanciati nella rete dallo Stato Islamico. Si combatte il Califfato sulla rete anche per trovare un modo per delegittimarlo ufficialmente. «Nel momento in cui riusciremo a scalfire l’alone di sacralità che si è riuscito a costruire l’IS riusciremo anche a ridurre le sue potenzialità di reclutamento sul territorio», ha spiegato un alto ufficiale che però preferisce rimanere anonimo, parlando alla CNN. Sempre secondo questa fonte, gli Stati Uniti avrebbero definito “inappropriata” l’adesione dell’Iran e una eventuale collaborazione con il gruppo di paesi che si sono schierati ufficialmente contro l’IS, sebbene entrambi i due paesi si confrontino con lo stesso avversario. Intanto, però, ci sono le prove tangibili dell’inizio degli attacchi iraniani contro il Califfato. Un aereo filmato sopra l’Iraq da una sede di Al Jazeera distaccata in Qatar mostra chiaramente la sua provenienza iraniana. Secondo i report successivi, discussi da Kirby, si tratterebbe di un F4 Phantom di produzione americana che avrebbe avuto come obiettivi le postazioni IS nella zona orientale della provincia di Diyala in Iraq. «Abbiamo prove abbastanza chiare sul fatto che gli iraniani abbiano fatto volare degli F-4 nei giorni scorsi», ha aggiunto Kirby, che ha poi spiegato che spetta all’Iraq controllare e coordinare i voli dei diversi paesi nel suo spazio aereo. «Noi conduciamo operazioni aeree sopra l’Iraq, certo, ci coordiniamo con il governo del paese – ha aggiunto – ma è compito dell’Iraq rendere sicuri i suoi cieli. Non è cambiato nulla riguardo la nostra policy di non coordinarci militarmente con l’Iran». Massoud Jazayeri, ex capo dello staff delle Forze Armate iraniane, ha confermato l’assoluta indipendenza delle operazioni militari del suo paese rispetto a quelle americane. Ha spiegato che l’Iran ritiene gli Stati Uniti responsabili dell’instabilità irachena e ha confermato che gli Usa non avranno alcun posto nel futuro del paese. L’Iran, paese sciita, ha mantenuto stretti rapporti con il governo sciita iracheno, che sta combattendo una durissima guerra contro l’IS, ed è riuscito a prendere sotto il suo controllo buona parte della zona orientale della Siria e di quella occidentale dell’Iraq. Secondo gli analisti militari l’Iran, in quest’anno, avrebbe dato un supporto strategico alle forze armate irachene rifornendole di Sukhoi sovietici SU-25, jet militari, per combattere l’IS. Milizie sciite, addestrate e finanziate dall’Iran, sono state spedite in Iraq per aiutare i miliziani kurdi nella loro guerriglia anti IS. È dal 1979, anno della rivoluzione di Khomeini, che tra Iran e Usa i rapporti sono tesi. Dopo che gli studenti iraniani occuparono l’ambasciata di Teheran, prendendo in ostaggio 52 americani, gli Stati Uniti congelarono i rapporti. Dal 1981 i due paesi hanno ripreso, lentamente, a parlarsi.
Pentagono: raid iraniani contro lo Stato Islamico in Iraq
Vertice tra i ministri degli Esteri della coalizione anti-Is nella sede della Nato a Bruxelles
