Non è più solo Ferguson a bruciare. Tutta l’America è dilaniata da proteste che si sono accese dopo la decisione del Jury di non incriminare Darren Wilson, il poliziotto che lo scorso agosto ha ucciso il giovane afro-americano, disarmato, Michael Brown. In una dozzina di città le manifestazioni si sono mischiate a scene di violenza e saccheggio. Da New York a Seattle le proteste sono state per lo più pacifiche, ma a Oakland, California, la situazione è sfuggita di mano. A Ferguson l’aria è ancora incandescente. La polizia ha effettuato 44 arresti, ma le manifestazioni violente di lunedì notte, con devastazioni su larga scala, saccheggi, spari contro la polizia, non si sono più viste. Darren Wilson, il poliziotto accusato di aver ucciso Brown, ha dichiarato alle televisioni di «avere la coscienza pulita». Wilson ha sparato a Brown il 9 agosto scorso, parlando con l’ABC News ha detto di essersi sentito come «un bambino di cinque anni che cercava di lottare contro il wrestler Hulk Hogan». Molti nella comunità afro-americana di Ferguson si sono spesi perché Wilson fosse incriminato per omicidio, ma il Jury ha scelto diversamente e il poliziotto non affronterà il processo per omicidio. Gli avvocati della famiglia Brown hanno dichiarato che la sentenza della corte è “ingiusta” mentre hanno, nuovamente, condannato le violenze che sono succedute alla diffusione della decisione. Jon Belmar, il capo della polizia di Ferguson, ha spiegato che la notte di martedì «è andata molto meglio di quella precedente». I lacrimogeni sono stati esplosi solamente una volta: quando i manifestanti hanno cominciato a infrangere i vetri degli uffici comunali della città. C’è stato un solo sparo e, ha tenuto a precisarlo, solamente quando è stata data alle fiamme un’auto della polizia. Sono state schierate, accanto alle forze dell’ordine, duemila e duecento National Guard perché riportino l’ordine nella città. Il resto degli Usa. Ma non è solo Ferguson a protestare. Anche altre dodici città americane si sono unite alle proteste: St Louis come Seattle, Albuquerque, New York, Cleveland, Los Angeles, Oakland, Minneapolis, Atlanta, Portland, Chicago e Boston. A Oakland, nell’area della Baia di San Francisco, i vandali hanno distrutto una macchina della polizia e vari negozi nel centro durante la seconda notte di proteste violente che hanno scosso la città portuale. Numerosi saccheggi sono stati registrati in varie località. Tra i negozi svuotati dai ladri, uno di auto di lusso e un altro di telefonini, mentre è stata bloccata per varie ore un’arteria principale del traffico della zona, come riporta la CBS. Nella sola Oakland, lunedì notte, sono state arrestate 43 persone, mentre la polizia si è confrontata con una folla inferocita di più di duemila persone.
Ancora tensione alta a Ferguson
Altra notte di proteste. Città blindata anche se la polizia fa sapere che è andata meglio di lunedì. Intanto parla l'agente Wilson: "Ho la coscienza pulita"
