Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Chuck Hagel, si è dimesso dal Gabinetto del presidente Barack Obama. Lo riferiscono fonti ufficiali dell'amministrazione Usa, spiegando che Obama e Hagel hanno «concluso che era tempo per una nuova leadership al Pentagono» e che ne discutevano da diverse settimane. L'annuncio delle dimissioni da parte di Obama è atteso per oggi, ma il presidente non dovrebbe nominare oggi un nuovo capo del Pentagono. Secondo un alto funzionario della Difesa Usa, Hagel ha presentato la lettera di dimissioni a Obama stamattina e il presidente le ha accettate. Il capo del Pentagono ha acconsentito a rimanere in carica finché il suo successore non verrà scelto e confermato dal Senato. Secondo il New York Times, Hagel viene di fatto usato dalla Casa Bianca come capro espiatorio per le recenti crisi che hanno investito il presidente, come la lenta risposta all’epidemia di ebola e la minaccia posta dagli jihadisti. Hagel, repubblicano, potrebbe essere rimpiazzato da Michele Fournoy. Ma in lizza ci sono anche il senatore democratico Jack Reed e Ashton B.Carter. Hagel, ex senatore repubblicano del Nebraska, aveva aspramente criticato il coinvolgimento degli Stati Uniti in Iraq. Ricopre il ruolo di segretario della Difesa dall'inizio del 2013, quando Obama lo nominò per succedere a Leon Panetta. Il presidente annuncerà oggi con un discorso dal Rose Garden le dimissioni del capo del Pentagono. La rimozione di Hagel viene considerata comunque un riconoscimento importante da parte di Obama della necessità di affrontare in modo diverso, e con una personalità diversa, la lotta contro l'Is. Il pericolo oltre Oceano. Sull'altro versante dell'Atlantico, intanto, la Gran Bretagna sta affrontando la più grave minaccia terroristica della sua storia. A lanciare l'allarme è il ministro dell'Interno Theresa May, che alla vigilia dell'annuncio delle misure contenute nel nuovo progetto di legge anti terrorismo del governo, individua nello Stato Islamico un nemico per Londra più pericoloso di quanto siano stati i terroristi nordirlandesi dell'Ira negli anni Ottanta e quelli di Al Qaeda negli anni Duemila. Con l'ascesa del jihadismo dell'Is la minaccia per il Paese, afferma il ministro in un'intervista al Daily Telegraph, è «maggiore di quanto sia stata in qualsiasi momento prima o dopo l'11 settembre». Il 'Counter-terrorism and security bill' che nelle prossime ore verrà presentato dal governo di David Cameron mira in particolare a prevenire il rischio attentati da parte dei jihadisti di nazionalità britannica che hanno combattuto in Siria e in Iraq e fanno ritorno in patria. Tra le misure previste, il divieto per loro di rientrare in Gran Bretagna per almeno due anni e il ritiro del passaporto ai minori. Inoltre, per scoraggiare il business dei rapimenti con il quale l'Is alimenta le proprie casse il governo, che mantiene da sempre la linea della fermezza, impedirà alle compagnie di assicurazione di coprire i costi dei riscatti eventualmente pagati dalle famiglie dei rapiti, anche se l'ostaggio rischia la vita. Il ministero dell'Interno ha calcolato che solamente negli ultimi 12 mesi l'Is abbia intascato 28 milioni di sterline. L'allarme lanciato dalla May, una delle personalità più in vista del governo e del Partito conservatore, è accompagnato da quello del responsabile dell'anti terrorismo Mark Rowley, che teme la possibilità di attacchi nei centri commerciali, nei cinema e negli stadi di tutto il Paese. Massima allerta anche per il capo di Scotland Yard, Bernard Hogan-Howe, che ha rivelato che la polizia e i servizi dis icurezza solamente quest'anno hanno sventato «quattro o cinque» piani per compiere attentati.
Usa, Chuck Hagel si dimette
Il segretario alla Difesa deve lasciare a seguito degli scontri con parte dell'amministrazione democratica.
