Esteri

Ucraina, il cessate il fuoco è a rischio

La Russia avrebbe posizionato oltre 8mila soldati ai confini ucraini. Inoltre, Putin avrebbe dato il consenso perché le truppe separatiste siano attrezzate con armi più pesanti, secondo quanto dichiarato dal Pentagono.

Non c’è pace in Ucraina. Mentre Putin stringe accordi economici significativi in Cina, le sue truppe continuano a sparare contro i ribelli anti russi. La situazione è ogni giorno sempre più incandescente, tanto che il cessate il fuoco ormai sembra essere stato scritto sulla sabbia. La paura oggettiva di quasi tutti gli osservatori stranieri è che questa guerra silenziosa possa deflagrare in conflitto aperto, con tutti i corollari. Il generale Philip M. Breedlove, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, ha espresso profonda preoccupazione per ciò che sta accadendo in queste ore ai confini russo ucraini, e ha accusato Mosca di violare le norme della convivenza civile occidentale. Parlando con i giornalisti martedì, il generale Breedlove ha detto: «Il cessate il fuoco è solo nominale a questo punto». «La violenza continua – ha proseguito – giorno dopo giorno». L’accordo di pace era stata siglato, tra i separatisti e i gli unionisti, a settembre. La firma aveva sollevato speranze di una pace duratura che ponesse finalmente termine a un conflitto strisciante nella zona orientale dell’Ucraina. Adesso, però, il numero dei conflitti e la loro violenza è tornata ai livelli pre firma dell’accordo, almeno secondo quanto riportato da una fonte della sicurezza inglese. Secondo la talpa, la Russia avrebbe posizionato oltre 8mila soldati ai confini ucraini. Inoltre, Putin avrebbe dato il consenso perché le truppe separatiste siano attrezzate con armi più pesanti, secondo quanto dichiarato dal Pentagono. Mosca, dal canto suo, non fa nulla per non alimentare i dubbi. Recentemente è partito dalla capitale russa un altro convoglio “umanitario” per gli ucraini filo russi, ma gli Stati Uniti e gli ucraini sottolineano che il convoglio non è stato sottoposto a nessun controllo da parte di agenti internazionali. Il problema ucraino è stato affrontato in un meeting tra il Presidente americano, Barak Obama e Vladmir Putin, durante il summit APEC, Asia-Pacific Economic Cooperation, svoltosi a Pechino. La situazione si complica giorno dopo giorno, al contrario di quanto si sperasse, le sanzioni non sembrano colpire in modo determinante la Russia. L’America non si aspettava una reazione tale e riconosce l’errore tattico, ma non demorde. «Le sanzioni hanno appena fatto cambiare il tiro della Russia sull’Ucraina». Ha confermato il vice segretario per la sicurezza nazionale, Ben Rhodes. «Per questo continueremo a imporle. Questo è il motivo per cui continuiamo a voler essere chiari nel dire cosa pensiamo sia meglio che la Russia faccia in questo momento». Le sanzioni, pur non essendo determinanti, come gli americani speravano, hanno comunque sortito degli effetti negativi sulla economia russa. Rhodes ha aggiunto: «Siamo profondamente preoccupati del comportamento russo sulla questione Ucraina». La “russificazione” forzata della Crimea, sempre secondo la fonte inglese della CNN, continua senza impedimenti. Tutti quelli che hanno rifiutato la cittadinanza russa, in Crimea, sono stati dichiarati stranieri, e hanno difficoltà di accesso ai servizi sanitari e quelli bancari. Insomma, discriminazione razziale/politica, e l’Europa ancora tentenna. La Russia risponde che è stata una decisione dei cittadini ex ucraini, presa “volontariamente”, quella di essere governati da Mosca. Nonostante questa frase di circostanza, molti leader ucraini e occidentali hanno accusato Putin di aver violato la sovranità del paese in ciò che a tutti gli effetti è un’acquisizione territoriale da considerarsi illegale.  I media statali russi, nel frattempo, segnalano i movimenti della Nato che sta rafforzando la sua posizione nella zona Baltica. Sempre i giornali confermano l’intenzione del ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, di discutere il problema sicurezza in Crimea nel prossimo meeting della Nato previsto per mercoledì.

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