Sono otto le donne morte in India dopo essersi sottoposte al programma governativo di sterilizzazione. Il programma volontario, portato avanti negli ospedali da campo del paese, si sta trasformando in un flagello. Oltre alle otto vittime, altre 50 ragazze sono state ospedalizzate dopo essersi sottoposte all’operazione in Takhatpur e Bilaspur Secondo le prime testimonianze, la vittima n.1 sarebbe Janaki Bai, 30 anni. Dopo essere andata volontariamente a sottoporsi all’operazione, sarebbe morta sabato, subito dopo essersi sentita male. Le sue condizioni sono peggiorate nel giro di 24 ore e dopo una corsa disperata verso l’ospedale di Bilaspur, è morta lunedì mattina. Altre cinque donne delle 52 sterilizzate, sono state ricoverate ma sono morte nella giornata di lunedì. Tutte le vittime presentavano gli stessi sintomi: vomito e dolore acuto all’addome. Le altre 52 donne sono tutte sotto osservazione in vari ospedali del paese, e trenta di loro sono in condizioni molto critiche. Un medico ha specificato che 38 di loro sono state accettate negli ospedali e sette di loro si trovano all’Apollo Hospital e al CIMS di Bilaspur, portate lì da quando le loro condizioni sono peggiorate. Lo Stato ha ordinato immediatamente un’inchiesta per far luce sull’accaduto. Parlando al Times of India, il direttore responsabile dei servizi sanitari, il Dottor Kamalpreet Singh, ha confermato che saranno prese misure molto pesanti qualora si venisse a sapere che ci sono state negligenze. Il governo rifonderà le famiglie delle donne morte con 50mila rupie, proprio come previsto dalla politica governativa. Singh ha anche spiegato che stanno aspettando le analisi autoptiche per capire le cause precise del decesso delle donne, che saranno conoscibili solo dopo accurati esami. Singh, insieme a un team di esperti, è corso a Bilaspur lunedì notte anche per evitare incidenti. Proprio per sedare possibili polemiche politiche sono state istituti ben tre commissioni perché si indaghi fino in fondo l’accaduto.
India, il flagello delle donne sterilizzate
In 8 sono morte dopo essere state sottoposte al programma governativo volontario, portato avanti negli ospedali da campo del paese.
