Esteri

Ancora giallo sulla sorte di al Baghdadi

Per i jihadisti in rete sarebbe morto: "Pronti a giurare fedeltà al nuovo califfo". L'inviato speciale dell'Onu Staffan De Mistura esprime ottimismo sul successo di un piano dell'Onu per fermare i combattimenti in Siria

Resta il giallo sulla sorte del leader dello Stato islamico Abu Bakr al Baghdadi. Mentre le autorità irachene parlano di un suo ferimento in un raid aereo a Mosul, nel nord dell'Iraq, e quelle statunitensi non confermano il suo decesso, un account Twitter considerato vicino al gruppo jihadista ne annuncia invece la morte. Il profilo della "Muassasa al Ittisam", che diffonde la propaganda jihadista in rete, ha annunciato che "vi daremo presto i particolare del martirio del califfo al Baghdadi e annunceremo in seguito il giuramento di fedeltà per il nuovo califfo suo successore". Lo stesso account poco dopo ha diffuso una foto del presunto cadavere di al Baghdadi, mentre c'è silenzio sull'argomento da parte degli altri siti jihadisti. Anche fonti irachene citate dal giornale egiziano "al Ahram" hanno confermato la notizia della morte del capo jihadista in un raid aereo a Mosul. Diversi cittadini della città del nord dell'Iraq, contattati dall'inviato del giornale del Cairo, hanno confermato il decesso di al Baghdadi, aggiungendo che il gruppo avrebbe già scelto il suo sostituto senza però comunicarne il nome. Queste notizie però non trovano ancora conferme ufficiali da parte delle istituzioni e dei media iracheni. Intanto sul terreno l'Isis sembra patire una fase di difficoltà. Fonti della sicurezza irachena hanno assicurato che la bandiera nazionale è tornata a sventolare sulle sedi dell'amministrazione comunale e della polizia di Baiji, nella provincia di Salah al Din, il cui centro sarebbe stato completamente "liberato" dalle milizie dello Stato islamico. Sulla città, dove si trova la più grande raffineria dell'Iraq, le forze armate irachene avevano lanciato una vasta offensiva nei giorni scorsi. Anche a Kobane, l'enclave curda in Siria, gli jihadisti sembrano perdere terreno. Il governo locale ha infatti annunciato che le forze curde sono riuscite ad avanzare a sud e a sud-est della città e ora controllano diversi posizioni finora nella mani dei miliziani. Nelle ultime ore la loro offensiva si è intensificata anche grazie al supporto dei raid aerei della coalizione internazionale. Intanto gli obiettivi dell'Occidente e di Bashar al-Assad sembrano intrecciarsi. Dopo colloqui a Damasco con il presidente siriano, l'inviato speciale dell'Onu Staffan De Mistura ha espresso ottimismo sul successo di un piano dell'Onu per fermare i combattimenti tra lealisti e ribelli ad Aleppo. Il governo "è interessato al piano", ha affermato De Mistura, dopo che ieri Assad aveva assicurato che lo avrebbe studiato. Secondo l'inviato la minaccia comune costituita dall'Isis, potrebbe portare ad una tregua in una guerra che da anni miete morti ma non esprime vincitori. La Germania comunque ha precisato che è esclusa qualsiasi forma di dialogo o collaborazione con Assad.

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