Esteri

La festa di Berlino. 25 anni dall'addio al Muro

La Germania celebra la caduta della barriera che divideva il blocco Est dal blocco Ovest. Il Muro crollò, Il mondo no. Gli 8mila palloncini luminosi lungo il confine

Venticinque anni fa la gioia di una massa brulicante cancellava con i sorrisi ancor prima che con i picconi la lacerazione quasi trentennale della città e la vergogna del “muro della vergogna”, come si legge nel murale che l'italiano Fulvio Pinna ha realizzato su uno dei pezzi di quell'odiosa barricata che ancora oggi sono in piedi, a memoria e simulacro, nell'East-Side Gallery di Berlino. Era il 1961 quando iniziarono i lavori di costruzione. Era il 9 novembre del 1989 quando la città tornò un corpo solo. Dopo 25 anni la Germania, se occorre dirlo, non è più la stessa. Lo straordinario sforzo di rinascita della nazione è stata la medicina più forte per guarire dalle lacerazioni inflitte dalla storia, e ha aperto alla Germania la strada diritta verso la guida del convoglio di vagoni dei paesi dell'Europa. Anche se oggi i binari si sono fatti meno certi e pure la locomotiva inizia a dare i primi segni di fiacchezza, Angela Merkel tiene saldo il timone. Nella Bernauer Strasse, luogo simbolo della guerra fredda, la cancelliera cresciuta nel blocco Est è arrivata, e ha deposto una rosa sul tratto di Muro ancora in piedi, nel memoriale che ricorda le vittime del confine. Lì il 13 agosto del '61 venne realizzato lo sbarramento, che proseguì nei lavori per tutto il confine. Lì in molti dal lato Est tentarono la fuga verso Ovest, saltando dalle finestre delle loro abitazioni verso la porzione di città in cui vivevano amici, compagni, colleghi, ora dirimpettai dall'altro blocco. Chi cercava di scavalcare la barriera, spesso pagava il gesto con la vita. Almeno 136 persone vennero uccise tra le oltre cinquemila che hanno provato la fuga verso l'Occidente nascosto dal cemento. Le celebrazioni a Berlino sono iniziate alle 10 con uno squillo di tromba, a evocare il suono che secondo la Bibbia fece crollare le mura di Gerico. Verranno poi rilasciati, liberi di salire verso il cielo, i circa 8.000 palloncini luminosi disposti lungo i 15 chilometri che segnavano il confine tra le due Germanie. Il tutto mentre Daniel Barenboim dirigerà l'Orchestra nazionale tedesca che suonerà l'Inno alla gioia, tratto dalla nona sinfonia di Beethoven, inno dell'Europa unita. Angela Merkel sarà presente ai festeggiamenti, che vedranno in calendario spettacoli di famosi artisti tedeschi come Udo Lindenberg, il gruppo hip-hop Fantastischen Vier, il rapper Clueso, Paul Kalkbrenner, uno dei massimi esponenti della scena neotrance e techno, insieme con il cantante britannico Peter Gabriel che si esibiranno sotto la storica Porta di Brandeburgo. Anche Google ha scelto di celebrare la ricorrenza con un video-doodle. Nelle immagini si vedono alcuni momenti di quella notte e del giorno successivo, ma anche fotografie delle città di tutto il mondo, da Sofia a Londra, da Seul a Città del Capo, da Madrid a Buenos Aires, nelle quali è stato conservato un pezzo di Muro. Dalla Bernauer Strasse, Angela Merkel ha tenuto il primo discorso della giornata, inaugurando un'esposizione permanente sulla vita giornaliera al di là del Muro, durante gli anni in cui divise la città. Quelle dell'apertura del Muro di Berlino sono “immagini che non dimenticheremo mai” perché “ci raccontano la fine della Guerra fredda e della cortina di ferro”, ha detto la cancelliera. La storia di quei giorni “ci ricorda anche come siamo riusciti nel dopoguerra a riunire l'Europa con libertà e con grande impegno”. “L'Unione europea oggi è fatta di 28 stati membri, quasi 500 milioni di abitanti, e abbiamo le libertà garantite: libertà di viaggio, di parola, di opinione - ha proseguito Merkel-. I diritti umani sono garantiti. Dobbiamo agire in comune perché da soli non possiamo realizzare il fine ultimo e il messaggio del muro, che è: agiamo insieme, uniti, se agiamo insieme possiamo raggiungere gli obiettivi”. All'appello della Merkel si è unito quello di Papa Francesco che, da Piazza San Pietro dopo la preghiera dell'Angelus, ha detto: “Dove c'è un muro c'è chiusura di cuore. Servono ponti non muri”.

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