Joni Ernst vince. Un nome che dice quasi nulla. Vince in uno stato che conta poco, in Iowa. Quando i giochi sono già chiusi. Conta poco quindi anche questo incipit, se non fosse altro che da quel piccolo Stato americano partono storicamente le primarie per le presidenziali. La vittoria del partito repubblicano era già arrivata qualche ora prima. Inesorabile. Ernst rappresenta però una rivincita, viene eletta con il 49,4% contro il 46,4% del democratico Bruce Braley. Una scelta fatta dagli elettori stanchi dell'attuale amministrazione. E' da qui che parte l'onda rossa repubblicana in queste elezioni Mid Term. Ma chi è la Ernst? "La donna che sussurrava ai maiali" direbbe lo sconfitto Bradley. Una 44enne, veterana della guerra del Golfo, un tenente colonnello addetta durante la campagna in Kuwait ai rifornimenti, dicono gli amici. Lei rimpiazzerà il senatore Tom Harkin ormai in pensione. E' una Tea Partier, una conservatrice libertaria con il pallino per Ayn Rand. Verrà ricordata per quello spot elettorale in cui ha detto: "Sono cresciuta castrando i maiali in una fattoria", e poi: "Faremo grugnire Washington". Si batte, infatti, contro lo stato centralista e in un discorso ha ricordato addirittura di essere disposta a far arrestare gli agenti federali se fossero stati chiamati ad applicare l'Obamacare. Lei è una delle stelle della notte magica repubblicana. La notte dei record. Il turno elettorale che sfiora il primato dal 1946. I repubblicani ottengono alla Camera un risultato che li spinge verso una maggioranza storica. Hanno scacciato dai loro posti gli ultimi democratici bianchi del sud e fatto conquiste nelle roccaforti del partito di Obama in tutto il Paese. Hanno superato la soglia richiesta dei 218 seggi e quasi raggiunto il numero di 246 detenuti durante l'amministrazione del presidente Harry S. Truman, più di 60 anni fa. Il risultato si attesta su una maggioranza di 242 deputati. I repubblicani intascano il pieno controllo anche del Senato acquisendo il potere di decidere dell'indirizzo del governo nei prossimi due anni. Entrambi i partiti hanno parlato della necessità di compromesso, ma si troveranno di fronte diversi e grandi ostacoli: le elezioni presidenziali del 2016, le persistenti divisioni interne al Gop, il gelido rapporto tra Obama e il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell. “Non mi aspetto che il presidente domani si svegli e veda il mondo in modo diverso da come ha fatto stamane. E lui sa che per me sarà la stessa cosa”, dichiara alla festa del suo partito per la vittoria. Vanno ai repubblicani 52 seggi del Senato: Colorado, Iowa (dove i due partiti erano impegnati in un testa a testa). Arkansas, Georgia, Kentycky (dove il GOP erano in leggero vantaggio). Montana, South Dakota, West Virginia (dove i repubblicani erano in vantaggio) e perfino in North Carolina (dove le possibilità di vittoria dell'elefante sembravano remote). In questa notte, appena trascorsa, va annotata anche l’elezione della più giovane deputata della storia degli Stati Uniti. Viene eletta nello stato di New York a 30 anni e si chiama Elise Stefanik. Mia Love, 38 anni, repubblicana, è stata eletta nello Utah, sconfiggendo il democratico Doug Owens. È la prima donna afroamericana repubblicana eletta alla Camera. Tom Cotton, repubblicano, è stato eletto in Arkansas. È il primo veterano di guerra in Iraq a essere stato eletto in Senato. Il repubblicano Tim Scott, 48 anni, è diventato il primo senatore afroamericano ad essere eletto in uno stato del Sud, la South Carolina. Ha sconfitto la democratica Joyce Dickerson. Scott è anche il quinto afroamericano della storia a conquistare un seggio al Senato. Erns è la prima donna nella storia a essere eletta in Iowa. Una ragazza di fuoco, direbbe chi ha letto Hunger Games.
Joni Ernst, la "ragazza di fuoco" del partito repubblicano
Nella notte dei primati spicca la sua figura: la donna pronta a far "grugnire" Washington. LEGGI ANCHE Trionfo repubblicano alle elezioni Midterm
