Esteri

Il World Trade Center torna in vita

La riapertura dopo 13 anni dall'11 settembre FOTO

Ha riaperto al pubblico, 13 anni dopo la strage delle Torri Gemelle. Il World Trade Center, con il suo grattacielo luminoso alto 541 metri ha aperto nuovamente i battenti da lunedì, con 175 impiegati di Conde Nast al loro primo giorno di lavoro. È stata una cerimonia profondamente simbolica. Un ritorno alla vita dopo anni di lavori, di polemiche e 24 ore prima le elezioni del midterm; Obama spera sinceramente possa essere un volano mediatico favorevole per un partito democratico dato per spacciato. Patrick Foye, executive director dell’autorità portuale di New York e del New Jersey, autorità che tra le altre cose è la proprietaria del palazzo e dei 16 acri intorno al World Trade Center, ha detto: «Finalmente la città ha di nuovo la sua skyline completa». Pochi passi dall’ingresso della torre ci sono le due fontane commemorative, costruite sulle fondamenta dei due palazzi crollati, un ricordo per le più di duemila persone uccise negli attacchi terroristi alle Torri Gemelle. Conde Nast, l’editore di Vogue, The New Yorker e Vanity Fair, sta per spostare nel palazzo più di tremila persone entro l’anno, andando a occupare il 25 piano al prezzo di tre miliardi di dollari. Foye assicura: «Questo adesso è l’edificio più sicuro in America». Il capo architetto, T.J. Gottesdiener, ha dichiarato che i piani alti sono costruiti con acciaio rinforzato a prova di qualsiasi attacco; più forte delle Torri Gemelle, che sono collassate su se stesse durante gli attacchi dell'11 settembre. Le scale, ad esempio, sono state costruite in modo particolare, tale da permettere ai vigili del fuoco, in caso di bisogno, di poter intervenire ai piani alti in un tempo dimezzato. Il sistema meccanico del palazzo è anche avvolto in calcestruzzo rinforzato. «Se mio figlio mi dicesse di aver trovato lavoro qui, non avrei nulla da obiettargli». Ha detto Gottesdiener. Sono state utilizzate anche delle simulazioni informatiche per calcolare cosa sarebbe potuto accadere con delle persone nel palazzo. Il 60% del One World Trade Center è stato dato in locazione, insieme a 7mila metri quadrati del giardino al marchio Kids Creative, al BPM Group e altre aziende come la Servcorp. I servizi amministrativi generale della città di New York, insieme al Chine Center, un centro culturale e d’affari, si sono aggiudicati un posto nel palazzo. Gli spazi costano un occhio della testa: quasi 69 dollari al metro quadro, sotto il 63esimo piano, mentre dal 64esimo in poi si arriva fino a 100 dollari per metro quadro. Ma la gioia della festa è comunque inficiata dalle ombre che hanno accompagnato i lavori di costruzione del palazzo, andati avanti per oltre otto anni, un tempo interminabile secondo i ritmi della Grande Mela. I ritardi sono stati causati da guerre intestine per i finanziamenti, problemi legali e politici che hanno rischiato seriamente di compromettere il progetto. I battibecchi sono finiti quando è cominciata la costruzione di altre due torri nella zona sud est del sito. Dopo l’11 settembre la zona si era depauperata, e gli abitanti se n’erano quasi tutti andati. Adesso più di 60mila persone vivono nell’area, tre volte più numerose del prima 11 settembre, attirando gente e tenendo la vita attiva anche dopo gli orari di chiusura di Wall Street. Nonostante tutto, si tratta di una vittoria dal sapore agrodolce, un obiettivo raggiunto anche dai fantasmi del passato. «La città e il mondo ci osservavano perché facessimo le cose fatte bene e meglio di come erano fatte prima – ha detto Gottesdiener – e ce l’abbiamo fatto, alla fine ce l’abbiamo fatta».

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