Sale a tre il numero delle vittime della strage del Marysville-Pilchuck High School nello Stato di Washington. Gia Soriano, 14 anni, è morta domenica notte, al Providence Regional Medical Center dove era stata immediatamente ricoverata. Per ora, altri tre studenti restano in ospedale, due in condizioni critiche, il terzo non versa in condizioni gravi. In una dichiarazione, la famiglia Soriano ha detto: «Siamo distrutti dalla perdita senza senso di nostra figlia. Gia era nostra figlia e nessuna parola può dire quanto ci mancherà. Abbiamo già preso la decisione di donare gli organi di Gia. Nostra figlia era amore, gentilezza e tutti i doni che la vita poteva donare a un essere umano». Già dalle prime ore di domenica mattina, genitori e studenti si erano riuniti nella palestra del liceo per una mattinata di preghiera e riflessioni di comunità; gli oratori hanno parlato della necessità di essere coesi e forti nel dolore, mentre i ragazzi della tribù di cui Fryberg faceva parte suonavano e cantavano. Infatti, il ragazzo era parte di una importante famiglia dei Tulalip, un tribù indiana della zona. I ragazzi si sono abbracciati e hanno pianto durante tutta la cerimonia mentre dal palco continuavano ad arrivare appelli perché la riunione si allargasse il più possibile. Deborah Parker, un altro membro della tribù dei Tulalip, ha espresso così il suo dolore: «Dobbiamo impegnarci perché quell’anima raggiunga la pace». «Abbiamo ancora le gambe che tremano – ha detto Tony Hatch – il cugino di uno degli studenti feriti – siamo tutti profondamente scossi». Di tutti gli studenti feriti solamente uno per ora mostra segni di miglioramento: il quattordicenne Nate Hatch, un cugino di Fryberg, nonostante rimanga in condizioni serie e in regime di terapia intensiva all’Harborview Medical Center di Seattle. Anche un altro cugino dell’attentatore era tra le vittime: Andrew Fryberg è lui in pessime condizioni in terapia intensiva. Intanto, Shaylee Chuckulnaskit, un’altra vittima sempre di 14 anni, lotta tra la vita e la morte al Providence Regional Medical Center. La ragazza deceduta nella sparatoria di venerdì non è stata ancora riconosciuta ufficialmente. Fryberg è morto durante la strage, dopo l’intervento coraggioso di un insegnante al primo anno di lavoro: Megan Silberberger Dichiarata subito eroe della città. Non è chiaro se l’attentatore si sia sparato volontariamente o se il colpo sia partito durante la colluttazione con l’insegnante. Un memoriale improvvisato per le vittime, intanto, continua a crescere. Sarà chiuso entro la settimana. Palloncini con i nomi dei morti e festoni con fiori adornano la scuola, giocattoli e firme sono lì a testimoniare la reazione compatta di una comunità che non si spiega un gesto così insensato. Da parte dei Tulalip per ora si sta cercando di combattere la fuga di notizie. Si vocifera con insistenza che Fryberg fosse parte di un gruppo di ragazzini della “parte bene” della tribù. Un portavoce della comunità ha assicurato che per ora non sono ufficialmente ancora note le motivazioni che lo hanno spinto al gesto. Matt Remle, che lavora nel liceo della strage, dice: «Noi non abbiamo ancora risposte. Ma dobbiamo provare a dare un senso a questa insensatezza». Da Oso, una comunità vicino, nella quale una colata di fango ha ucciso dodici studenti, la gente si è riunita per scrivere una lettera di condoglianze. Remle dice di aver conosciuto Fryberg e gli altri studenti. «Il mio ufficio era un luogo dove i Nativi si sentivano ben accolti». Ha spiegato. «Alcuni venivano anche solo per pranzarci, inclusi alcuni ragazzini coinvolti nella sparatoria». «Erano tutti ragazzi allegri». Ha continuato l’insegnante. «Erano un gruppo molto ben educato. Molti ragazzi del primo anno fanno ‘comunella’ tra di loro. È normale». «Non erano assolutamente adolescenti isolati». Ha voluto precisare. «Avevano famiglie meravigliose alle spalle». Tutti questi dettagli non fanno altro che accrescere i dubbi sui motivi veri che hanno spinto Fryberg a commettere la strage. «Sarebbe tutto più semplice se lo sapessimo – ha detto Remle – ma forse non lo sapremo mai».
Stati Uniti, nuova strage in un liceo dello stato di Washington
Lo stato di Washington piange tre vittime. Gia Soriano, 14 anni, è morta domenica notte. Un portavoce della comunità ha assicurato che per ora non sono ufficialmente ancora note le motivazioni che hanno spinto al gesto
