Esteri

Gli Usa armano i curdi di Kobane contro l'Isis

Lanci di armi, munizioni e medicinali ai guerriglieri che cercano di fermare l'avanzata jihadista. Contraria la Turchia

Gli Stati Uniti hanno intensificato l’impegno militare per evitare che Kobane cada nelle mani dei militanti dell’ISIS. Da ieri, infatti, oltre al supporto aereo, hanno cominciato il lancio di armi, munizioni e medicinali ai guerriglieri curdi. Dal Comando Centrale americano fanno sapere che dei C-130 si sono alzati in volo, effettuando dei lanci multipli, dopo averli concordati con le autorità curde in Iraq. Pare, però, che la decisione di aumentare il livello di intervento abbia fatto alzare la tensione con le autorità turche, alleate americane. Sono 3 gli aerei coinvolti nel lancio di attrezzatura da campo e rifornimenti, i lanci 27.  Il Central Command, in una dichiarazione ha comunque voluto precisare che gli aiuti erano «destinati a permettere che la resistenza continui, sia contro l’ISIS sia contro l’ISIL».   L'offensiva prosegue. Intanto sono 135 fino ad ora gli attacchi aerei americani contro la città di Kobane. Dagli inizi di ottobre le forze aeree americane cercano di contenere l’avanzata delle truppe jihadiste. «Abbinato alla resistenza da terra all’ISIL, dai risultati si capisce che questa combinazione ha rallentato i terroristi, uccidendo centinaia di loro e danneggiando, o distruggendo, attrezzamento e posizioni». Scrive sempre il CentCom nella dichiarazione. Nonostante questo, le forze dell’IS continuano a minacciare di prendere il sopravvento. «Kobane potrebbe ancora cadere». Ieri, la Turchia ha voluto rendere chiara la sua contrarierà rispetto alla decisione americana, specificando che non avrebbero autorizzato l’uso dei cieli turchi. I turchi si rifiutano di aiutare i curdi di Kobane, considerandoli alla stregua di terroristi proprio come i curdi del PKK. La Turchia ha dovuto affrontare una guerriglia intestina lunga decenni contro gli insorti del PKK, considerati terroristi anche dagli Stati Uniti e dalla UE. Nonostante l’opposizione turca il presidente Recep Tayyip Erdogan ieri è stato informato telefonicamente dagli americani della decisione di procedere con l’invio di armi e munizioni ai curdi. Non è stata resa nota la reazione di Erdogan.

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