L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ridimensionato l'allarme per l'ebola in Occidente, sostenendo che un'epidemia del virus in Europa o Stati Uniti è improbabile considerando che vi sono sistemi sanitari strutturati ed efficienti. Christopher Dye, direttore della strategia del braccio Onu per la sanità, ha riconosciuto che l'approdo del micidiale virus negli Usa o in Paese europei è motivo di "seria preoccupazione". "L'eventualità che, una volta introdotto, il virus si diffonda altrove, è un qualcosa di cui tutti devono essere preoccupati", ha osservato Dye. Tuttavia, ha aggiunto, "siamo fiduciosi che nel Nord America e nell'Europa occidentale, dove i sistemi sanitari sono molto forti, è improbabile che assisteremo a focolai importanti". Nuovi casi sospetti in Usa, Francia e Spagna. Nel frattempo un nuovo paziente con sospetti sintomi di ebola è stato messo sotto esame all’ospedale di Yale, in Connecticut. Se le analisi dovessero confermare i sospetti dei medici si tratterebbe del terzo caso di contagio negli Stati Uniti. Anche in Francia, a Parigi torna alta l’allerta ebola: secondo quanto affermato da "Le Parisien", un’infermiera che aveva curato l’operatrice umanitaria rimpatriata dalla Liberia e guarita dal virus alla fine di settembre, è stata ricoverata con i sintomi del virus all'ospedale "Begin". Il ministero della Sanità, per il momento, non ha dato però conferma. della notizia Da Parigi veniva anche un altro caso sospetto individuato a Madrid: l’uomo, atterrato con un volo Air France a Barajas, è stato successivamente ricoverato all’ospedale Carlo III dopo aver manifestato i sintomi dell'ebola durante il viaggio. Le scuse dell'ospedale di Dallas. Nelle prime fasi del trattamento del paziente zero americano, il liberiano Thomas Eric Duncan, "abbiamo compiuto errori, nonostante le nostre migliori intenzioni e uno staff medico altamente qualificato". A fare "mea culpa" è il direttore sanitario del Presbyterian Hospital di Dallas, Daniel Verga, in una testimonianza scritta per un'audizione al Congresso. "Non abbiamo correttamente diagnosticato i suoi sintomi come ebola, siamo profondamente dispiaciuti", ha sottolineato il medico. Al Congresso ci sarà un'audizione dei responsabili sanitari, tra cui Varga e il direttore dei Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa (Cdc), Thomas Frieden. Due infermiere dell'ospedale sono state contagiate dal virus e si trovano in isolamento. Ad aumentare le preoccupazioni sulla risposta che le autorità sanitarie americane hanno dato all'emergenza vi è il fatto che la seconda infermiera contagiata sia salita su un aereo, lunedì scorso, quando aveva già la febbre. Obama vuole un team d'intervento. Il presidente americano ha dato istruzioni ai Centers for Disease Control and Prevention per la creazione di uno "Swat team" (termine con cui si indicano le unità d'assalto della polizia) sanitario, pronto ad essere dispiegato ovunque nel paese si presenti la necessità di coadiuvare i sistemi sanitari locali chiamati a rispondere a casi di Ebola. "Non appena a qualcuno viene diagnosticata Ebola, vogliamo un team di intervento rapido, uno Swat team dei Cdc che possa trovarsi sul terreno prima possibile, auspicabilmente entro 24 ore, in modo da poter guidare l'ospedale del posto passo dopo passo portandolo a fare esattamente ciò che è necessario fare", ha affermato il presidente dopo aver incontrato i responsabili della Sanità alla Casa Bianca. Al tempo stesso Obama ha rassicurato gli americani sul fatto che il rischio di una diffusione su larga scala del virus Ebola negli Stati Uniti rimane molto basso ed ha ricordato che il miglior modo di prevenire una diffusione della malattia è controllarne il dilagare nell'Africa occidentale. "È molto importante che capiamo che gli investimenti che facciamo aiutando la Liberia, la Sierra Leone e la Guinea a risolvere questo problema sono un investimento per la nostra salute". Il ministro Lorenzin "Rischio basso". In Italia "stiamo predisponendo un aumento dei controlli" ma il rischio di una diffusione del virus Ebola nel Paese è "veramente molto basso". Queste le parole del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine della conferenza di alto livello fra i Paesi Ue per contrastare la diffusione dell'ebola. L'aumento dei controlli, ha spiegato, è finalizzato a "tranquillizzare l'opinione pubblica e a scongiurare qualsiasi pericolo". In ogni caso il rischio in Italia è molto basso e "le misure precauzionali che prendiamo sono molto alte pur senza avere voli diretti" dai paesi dell'Africa colpiti dal contagio. I numeri del virus. Entro la settimana il bilancio delle vittime provocate dal virus Ebola supererà quota 4.500, con circa 9mila casi di contagio. Lo ha dichiarato la dottoressa Isabelle Nuttall, direttrice delle capacità globali e di risposta dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), aggiungendo che il virus sta colpendo duramente gli operatori sanitari, con 2.700 infetti e 236 morti. Parlando ai giornalisti a Ginevra, la dottoressa Nuttall ha dichiarato che i casi di contagio stanno raddoppiando ogni quattro settimane e che gli effetti della crisi cominciano a essere avvertiti sempre di più anche lontano dall'epicentro dell'epidemia, in Africa occidentale. I casi di Ebola, ha aggiunto Nuttall, stanno aumentando a Conakry, capitale della Guinea. Per quanto riguarda la capitale della Liberia Monrovia, invece, le cifre sono molto meno affidabili e ciò impedisce di trarre delle conclusioni.
Ebola, negli Usa si sospetta un nuovo caso
Per l'Oms è improbabile un'epidemia in occidente. In Francia "Le Parisien" parla di un altro possibile caso, ma le autorità non confermano. Un uomo ricovero a Madrid con i sintomi del virus
