Esteri

Contro l'Isis l'Italia schiera istruttori, Predator e armi

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti annuncia l'invio di 280 militari in Iraq. Il personale dovrebbe essere impiegato a Erbil

Anche l'Italia è pronta a scendere in campo nella guerra contro l'Isis inviando in Irak uomini e mezzi. Lo annuncia il ministro della Difesa Roberta Pinotti durante un'audizione davanti alle Commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato. "È stato già pianificato e si concretizzerà nei prossimi giorni - spiega - l'invio in Iraq di un velivolo KC-767, per il rifornimento in volo degli assetti aerei della Coalizione, due velivoli a pilotaggio remoto tipo Predator, per la sorveglianza della regione, una cellula di Ufficiali per le attività di pianificazione". Non solo. "Nelle prossime settimane - aggiunge - potrà poi essere inviato personale per l'addestramento e la formazione delle forze che contrastano l'Isis. Circa quest'ultimo possibile contributo, richiesto espressamente dalle Autorità curde, si tratta di un totale di circa 200 militari, inclusi gli elementi di supporto, i quali andrebbero ad operare nei luoghi concordati con le Autorità irachene e i Paesi della Coalizione (presumibilmente a Erbil). Peraltro, sono in arrivo in Italia alcuni militari curdi che verranno addestrati all'uso dei sistemi d'arma che abbiamo già ceduto loro. Successivamente, potremo inserire nel Teatro del personale con funzione di consigliere per gli Alti Comandi delle Forze irachene (previsti circa 80 militari, per un totale di 280 addestratori). Infine, è in fase di pianificazione l'invio di altri assetti pilotati per la ricognizione aerea".     La battaglia di Baghdad. Intanto il portavoce del ministero della Difesa americano, l’ammiraglio John Kirby, ha fatto sapere che Baghdad non è per il momento sotto la minaccia imminente delle milizie jihadiste dell'Isis.     L'appello di Napolitano. Parlando alla cena dei leader Ue e asiatici arrivati a Milano per il vertice Asem, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolinea l'emergere della violenza nel mondo "anche in forme di inaudita aggressività e barbarie con l'offensiva del cosiddetto Isis". "Nessuno di noi - spiega - può sottrarsi a risposte le più ferme di fronte alle minacce incombenti, né a una paziente tessitura di soluzioni politiche e diplomatiche rispetto a vecchi e nuovi contenziosi tra Stati e dinanzi a scontri dissolutivi all'interno di diversi paesi".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.