Paura per Ebola all’aeroporto di Fiumicino. Mentre la Germania registra il primo decesso a causa della febbre emorragica e la Cina avvia la sperimentazione di un vaccino. Con 4.447 morti e 8.914 persone contagiate il virus sta scatenando il panico anche in Europa. In questo contesto l’allarme scattato ieri alle 14 a Fiumicino ha fatto temere il peggio. Un Airbus 320 della Turkish Airlines, decollato da Istanbul e diretto a Pisa, è stato dirottato nello scalo romano dopo che una passeggera e la figlioletta di 4 anni hanno accusato un malore. Il pilota ha chiesto di poter atterrare al Leonardo da Vinci dove sono già stati attivati i protocolli di sicurezza anti-Ebola e il personale della Sanità aerea ha mascherine, guanti e attrezzature protettive. Il jet è stato fatto parcheggiare in una piazzola decentrata, squadre di sicurezza munite delle speciali tute sono salite a bordo per prelevare le due presunti malate, poi trasportate all’istituto per malattie infettive «Lazzaro Spallanzani», a Roma. Dai primi accertamenti non sarebbero stati riscontrati sintomi riconducibili a Ebola. L’aereo dopo un paio d’ore è stato fatto ripartire. Per Roma è il quarto falso allarme dopo il nigeriano atterrato due settimane fa con un volo Alitalia, il medico italiano di Emergency rientrato dalla Sierra Leone e il somalo che si è sentito male all’Ufficio Immigrazione della questura. Tutti e tre sono risultati negativi ai test per il virus della febbre emorragica. Domani a Milano i Ministri della Sanità dei Paesi dell’Unione Europea discuteranno dell’istituzione di un «coordinamento» anti-Ebola per uniformare le normative e rafforzare i livelli di sicurezza a partire da porti e aeroporti. La Regione Lombardia ha approvato l’utilizzo di termometri elettronici per controllare la temperatura dei viaggiatori che rientrano dai paesi africani colpiti dall’epidemia: Liberia, Sierra Leone, Guinea, Senegal, Nigeria e Congo. Intanto la Toscana sta effettuando il censimento dei posti letto di malattie infettive disponibili oltre ad approntare un nucleo operativo composto da esperti e a mettere a punto esercitazioni nelle Asl per capire il grado di risposta che l’apparato sanitario potrà garantire qualora l’epidemia si diffondesse nella regione. Nell’ospedale Sankt George a Lipsia, in Germania, è morto il medico Onu sudanese 56enne ricoverato giovedì dopo aver contratto il virus in Liberia. Nel Paese si sono verificati altri due casi: un paziente è in cura a Francoforte sul Meno, mentre un altro è stato dimesso dopo cinque settimane di cure in un ospedale di Amburgo. Le aziende tedesche ora abbandonano Liberia, Sierra Leone e Guinea. Si è invece rivelato un falso allarme quello dell’uomo ricoverato al Saint Pierre di Bruxelles con sintomi compatibili con Ebola. Aveva solo febbre alta e mal di stomaco. A Dallas l’infermiera contagiata, Nina Pham, 26 anni, è stata sottoposta a trasfusioni con il sangue di Kent Brantly, il medico texano sopravvissuto al virus.Il 17 ottobre la Marina britannica farà salpare alla volta della Sierra Leone la nave-ospedale «Argus». L’Organizzazione mondiale della sanità calcola che il tasso di infezione arrivi per dicembre a 5-10 mila nuovi casi a settimana. In Cina intanto la casa farmaceutica Sihuan Pharmaceutical Holdings Group ha sperimentato il farmaco JK-05 che può curare il virus. Il via libera da parte della Chinese Food and Drug Administration potrebbe arrivare prima della fine dell’anno. La ricerca è stata condotta insieme all'Accademia di scienze mediche militari, il siero è per ora disponibile solo per emergenze legate alla sicurezza dello Stato.
Ebola a Fiumicino. Ma è falso allarme
Paura su un aereo turco per due casi sospetti. L’Oms: 10mila casi a settimana Morto in Germania il funzionario contagiato. Già pronto il vaccino cinese
