Esteri

Ebola, muore a Dallas il primo paziente Usa malato

Thomas Duncan era arrivato in Texas lo scorso 20 settembre dalla Liberia per visitare la famiglia. Da giorni era in condizioni critiche. LEGGI ANCHE Altri 3 casi di sospetto contagio in Spagna

Il primo malato di ebola in Usa, il liberiano Thomas Duncan. E' morto al Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas. Lo rende noto l'ospedale. Duncan era arrivato a Dallas dalla Liberia il 20 settembre e si è ammalato pochi giorni dopo. Dopo essersi recato in ospedale, fu mandato a casa dopo una prima visita al pronto soccorso. Riportato in ospedale il 28 settembre, da allora è stato tenuto in isolamento. Altre persone a Dallas potrebbero essere in pericolo: le autorità stanno cercando di contenere il virus che ha devastato l'Africa occidentale, uccidendo migliaia di persone. Secondo funzionari sanitari, 10 persone hanno avuto contatto diretto con Duncan mentre era contagioso. Altre 38 persone potrebbero essere venute a contatto con lui. Inoltre, quattro persone che vivono accanto all'appartamento di Duncan sono state poste in isolamento in una clinica privata. Tutti coloro che potenzialmente hanno avuto contatti con Duncan saranno monitorato per 21 giorni, il normale periodo di incubazione della malattia. Duncan era stato sottoposto ad uno screening sanitario all'aeroporto in Liberia, dove i medici hanno misurato la sua temperatura e non hanno trovato altri sintomi compatibili con ebola. Ma pochi giorni dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, l'uomo ha cominciato ad avere la febbre, mal di testa e dolori addominali. Dal pronto soccorso è stato mandato a casa per poi essere ricoverato d'urgenza pochi giorni dopo. L'ospedale ha più volte cambiato versione sull'accaduto, prima spiegando che Duncan non aveva avvisato i medici di essere arrivato dalla Liberia, per poi dover ammettere di essere a conoscenza delle sua provenienza.   Controlli negli aeroporti. In cinque dei principali scali Usa ai passeggeri in arrivo dall'Africa Occidentale verrà misurata la temperatura. Inoltre i passeggeri dovranno rispondere alle domande di un questionario. Lo ha riferito un funzionario del governo federale. Le misure, adottate per prevenire la diffusione del virus Ebola, entreranno in vigore il prima possibile, forse già a partire da questo fine settimana. Gli aeroporti interessati sono il John F. Kennedy International di New York, il Washington Dulles International, l'ÒHare International di Chicago, l'Hartsfield-Jackson International e il Newark Liberty International.

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