«Le assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente... Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d’amore sul suo popolo. In questo caso, il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d’amore per l’umanità». Con queste parole, pronunciate durante l’omelia nella Messa celebrata a S. Pietro, il Papa ha aperto il Sinodo straordinario su «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione» che nelle prossime settimane vedrà impegnati non solo cardinali, vescovi ed esperti ma anche 13 coppie di sposi (una delle quali composta da una cattolica e un musulmano) che parteciperanno come «auditores». Un’altra coppia, l’ex presidente dell'Azione Cattolica Franco Miano e la moglie Giuseppina De Simone, entrambi docenti universitari di filosofia morale, sono «collaboratori del segretario speciale», l'arcivescovo Forte. In tutto parteciperanno 191 membri oltre a 62 partecipanti ad altro titolo. Francesco, commentando la parabola evangelica dei vignaioli omicidi, ha ricordato che «quei contadini si sono impadroniti della vigna; per la loro cupidigia e superbia vogliono fare di essa quello che vogliono, e così tolgono a Dio la possibilità di realizzare il suo sogno. La tentazione della cupidigia è sempre presente - ha proseguito il Papa - Cupidigia di denaro e di potere. E per saziare questa cupidigia i cattivi pastori caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili che loro non muovono neppure con un dito. Anche noi, nel Sinodo dei Vescovi, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore. Anche per noi ci può essere la tentazione di "impadronirci" della vigna, a causa della cupidigia che non manca mai in noi esseri umani. Il sogno di Dio si scontra sempre con l’ipocrisia di alcuni suoi servitori. Noi possiamo "frustrare" il sogno di Dio se non ci lasciamo guidare dallo Spirito». Il Pontefice, che ha anche chiesto preghiere con un tweet, ha così indicato la strada dei lavori sinodali: un confronto ampio, sincero, approfondito, come ha poi ricordato Francesco all’Angelus, dove i Paolini hanno anche distribuito 15.000 bibbie. Di fatto, è forse la prima volta che un sinodo attira così tanta attenzione, non solo nella Chiesa. Spesso viene ridotto tutto alla questione sui sacramenti ai divorziati ma in realtà le sfide pastorali sono molto più ampie, perché si tratta di far riscoprire la bellezza della famiglia in un contesto completamente nuovo. Nelle scorse settimane il confronto tra i due fronti, quello, per usare categorie politiche, dei «progressisti» e quello dei «conservatori», è stato molto acceso ma ora i toni sembrano smorzati: «Sono certo che alla fine troveremo un largo consenso, insieme con il Papa, su cosa è la famiglia, e come vive. Il problema dei divorziati risposati non è l'unico tema da affrontare» ha detto il cardinale Kasper, autore della relazione al concistoro del febbraio scorso. Sulla stessa linea il segretario della Cei, mons. Galantino, dopo la grande veglia di preghiera di sabato in piazza San Pietro, conclusa dall’abbraccio del Papa al presidente della Cei Bagnasco e allo stesso Galantino che ieri ha sottolineato come il sinodo serve «per ricavare idee-forza, utili per non fare affondare le nostre famiglie in mezzo a ideologie di comodo e a soluzioni di corto respiro che, ai nostri giorni, trovano ossessiva pubblicità e facili consensi, come vorrebbe chi parla tanto di famiglia e non fa niente di concreto per aiutare le famiglie in difficoltà».
Il Papa: prendiamoci cura della famiglia
Aperto il Sinodo straordinario, due settimane di ampio confronto. Sul tappeto non solo la questione dei sacramenti ai divorziati risposati
