Esteri

Rischio psicosi Ebola negli Usa. Cameraman statunitense contagiato

La United Airlines contatta tutti i passeggeri che si trovavano a bordo dei voli in cui è salito il liberiano colpito LE RACCOMANDAZIONI Ebola, come difendersi ed evitare il contagio

Il rischio è che il virus si diffonda. Dopo le autorità del Texas, ora tocca anche alle compagnie aeree americane fare i conti con la "psicosi" che si sta diffondendo negli Stati Uniti dopo la notizia del primo paziente ammalato di Ebola ricoverato in un ospedale di Dallas. Thomas Eric Duncun infatti è arrivato il 20 settembre scorso dalla Liberia, con un volo, partito da Bruxelles, facendo prima scalo all'aeroporto Dulles di Washington e poi arrivando allo scalo della città texana. Ora la compagnia United Airlines sta contattando tutti i passeggeri che si trovavano a bordo di quei due voli, per dare loro indicazioni su come contattare le autorità sanitarie preposte a dare loro informazioni. Ma soprattutto per rassicurarli, dicendo che i Centers for Disease Control and Prevention, il centro federale per le malattie infettive di Atlanta, crede che l'uomo non possa aver diffuso il virus durante il viaggio perché al momento non mostrava i sintomi della malattia e quindi non era contagioso. Anche le altre compagnie americane stanno correndo ai ripari, preoccupate anche dal fatto che, dopo la notizia dell'arrivo di un uomo contagiato dall'Ebola in aereo negli Usa, hanno cominciato a scendere i loro titoli in Borsa. "La cosa importante di questo virus è che non si diffonde per via aerea, per questo secondo l'Osm il rischio di trasmissione durante i viaggi aerei è veramente molto basso", ha detto Perry Flynt, portavoce dell'International Air Transport Association, che rappresenta circa 240 compagnie in tutto il mondo. "Non ci può essere contagio se non ci sono sintomi e questi tentato essere così forti e riconoscibili che è difficile che qualcuno possa viaggiare", ha aggiunto Jean Medina, portavoce del gruppo Airlines for America. "Non c'è nessun motivo di panico - ha concluso - non c'è praticamente nessun rischio per i passeggeri, dovunque viaggino". Contagiato un cameramen americano. Un cameraman statunitense freelance impegnato a seguire l'epidemia di ebola in Liberia per la Nbc News è risultato positivo al virus e sarà trasferito in Usa per essere curato. Sarà fatto rientrare in patria e messo in quarantena per 21 giorni per prevenzione. Il cameraman lavorava in Liberia da tre anni per Vice News e altri media. Aveva iniziato a collaborare con l'emittente statunitense martedì, ma la Nbc non ha diffuso il suo nome su richiesta della famiglia. L'uomo ha avvertito i primi sintomi della malattia mercoledì e giovedì si è recato in un centro medico, dove si trova ancora, ha spiegato Snyderman. Secondo la dottoressa, il cameraman si sarebbe esposto al virus prima di iniziare a lavorare con i dipendenti di Nbc, visto che i sintomi impiegano dagli otto ai dieci giorni a emergere. "La buona notizia è che il giovane, nostro collega, è stato ammesso in clinica molto molto presto. Gli ho parlato oggi, è su di morale ed è pronto a tornare a casa".

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