Esteri

La guerra umanitaria dell’Australia contro lo Stato Islamico

Abbott ha aggiunto che per ora non ci sono piani strategici che prevedano il coinvolgimento di truppe di terra, tantomeno progetti che includano la Siria nel programma di bombardamento

Dopo la Turchia scende in campo anche l’Australia. Il primo ministro Tony Abbott ha dichiarato che il Parlamento australiano ha approvato ufficialmente l’uso della forza aerea contro l’ISIS. Abbott ha definito l’IS un «culto di morte» che «ha dichiarato guerra al mondo e deve essere fermato». L’Islamic State per ora controlla una vasta porzione di territorio, i cui confini vanno dalla Siria all’Iraq. Per ora, sono due settimane che la coalizione americana sta bombardando i terroristi, senza successi però eclatanti. Giovedì è stata la volta del parlamento turco con l’approvazione di una mozione che autorizzata l’uso della forza aerea nella campagna militare contro la formazione terrorista. Gli islamisti avvicinatisi pericolosamente ai confini turchi, hanno costretto migliaia di curdi a passare le frontiere dello Stato. Una situazione difficile da gestire, poiché già ora la Turchia ospita più di un milione di profughi siriani. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che i militanti islamici stanno commettendo un’impressionante serie di abusi di diritti umani. Nella sua dichiarazione, Abbott, ha specificato che «entrare in guerra non è stata una decisione presa alla leggera». «Ma – ha continuato – l’Iraq non può essere lasciato solo nella lotta contro i terroristi». Ha anche aggiunto che il governo ha autorizzato il dispiegamento di forze speciali che abbiano il compito di assistenza e consiglio militare sul campo, con una permanenza di «mesi piuttosto che di settimane». «Sì, è una guerra. Ma è anche una missione umanitaria per proteggere il popolo iracheno e, per ultimo, anche quello australiano dalla rabbia omicida dell’ISIS». Ha spiegato ai reporter. Abbott ha aggiunto che per ora non ci sono piani strategici che prevedano il coinvolgimento di truppe di terra, tantomeno progetti che includano la Siria nel programma di bombardamento. Canberra, la capitale australiana, ha già spedito 400 unità di personale militare aereo, 200 membri delle forze speciali compresi sei aerei da guerra alla base americana di stazza negli Emirati Arabi. La decisione di prendere di petto la questione ISIS è stata presa dal governo, che comunque non avrebbe avuto bisogno della riconferma parlamentare, anche dal fatto che un sempre crescente numero di australiani si unisca alle truppe fanatiche. Per ora il governo ha buone ragioni per ritenere che tra i ranghi dei terroristi ci siano almeno 60 compatrioti e che almeno 100 di loro li stiano aiutando direttamente da casa. Proprio il mese scorso, la polizia ha effettuato centinaia di blitz a diversi indirizzi “consigliati” da report dell’intelligence nei quali si sosteneva che l’ISIS stesse progettando l’omicidio casuale di target australiani. Alla fine gli arresti sono stati 15. Un sospetto terrorista di appena 18 anni è stato ucciso con un colpo alla testa proprio la settimana scorsa, dopo aver accoltellato due poliziotti a Melbourne. Un altro di loro, Abdul Numan Haider, afgano, è stato condotto in un ufficio di polizia per comportamenti sospetti. Sono state rese pubbliche anche delle foto online, nelle quali si mostra il figlio di un australiano accusato di terrorismo che tiene in mano la testa di un siriano. Abbott, al tempo della pubblicazione delle foto, volle ribadire «quanto sia barbarico l’ISIS».

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