Esteri

Ebola corre veloce: ora i morti sono più di tremila

Cresciuto da 130 a 211 il numero di medici e infermieri uccisi dall’epidemia. Le persone contagiate sono 6.553. In Liberia , il paese più colpito, in quarantena anche il viceministro della Sanità. In Italia convegno a Cagliari sui possibili vaccini. Nei Balcani timore per il virus Congo-Crimea

Ebola uccide più velocemente. E più grave è la carenza di medici e posti letto. Il bollettino diramato oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità è drammatico: i morti sono 3.083 mentre 6.553 sono le persone contagiate dal virus della febbre emorragica in Africa occidentale. È inoltre salito da 130 a 211 il numero di medici e sanitari uccisi da Ebola. quelli infettati dal virus sono 375. «Molti per paura hanno abbandonato gli ospedali e così, mentre l’epidemia avanza, ci sono meno posti letto disponibili», rivela Medici senza frontiere. E così molti malati vengono respinti dal pronto soccorso. Non possono essere ricoverati e, laddove non ci sono posti disponibili neppure negli ospedali da campo aperti dalle ong internazionali, vengono rimandati a casa con il rischio che l’epidemia si allarghi. La Liberia resta il Paese più colpito, con 1.830 morti. Inoltre secondo il report due nuove aree, una in Guinea e l’altra in Liberia, avrebbero registrato il primo caso confermato di Ebola negli ultimi sette giorni. E proprio la Liberia ha chiesto aiuto all’Angola per far fronte all’epidemia che sta devastando il Paese e sta mettendo in difficoltà l’economia. La richiesta è stata presentata dall’ambasciatore in Sudafrica Lois Brutus all’ambasciatrice angolana Josefina Pitra Diakite. In Angola al momento non sono stati registrati casi della malattia. La vice ministro della Salute liberiana Bernice Dahn si è messa volontariamente in quarantena per 21 giorni dopo la morte del proprio assistente contagiato da Ebola. «Non ho nessuno dei stomi della malattia ma voglio essere sicura di non essere stata contagiata», ha spiegato all’Assocaited Press. L’Oms ha riferito martedì scorso che 21 giorni sono il periodo massimo di incubazione della malattia. Dahn, che ha rappresentato la Liberia nelle conferenze regionali destinate a combattere l'epidemia, ha invitato tutto il personale del suo ufficio a restare a casa per tre settimane. In Guinea, dove l’epidemia è iniziata lo scorso dicembre, le vittime sono 648 e nella vicina Sierra Leone 605. Altri due Paesi, Nigeria e Senegal, hanno riportato una ventina di casi sospetti ma solo otto sono i morti. Intanto in Italia il 28 settembre si discuterà dei possibili farmaci anti-Ebola alla Summer School organizzata dall’Università di Cagliari per la formazione di dottorandi e giovani ricercatori. Tra i relatori è atteso Giorgio Palù, presidente della Società europea di virologia e professore di virologia dell’Università di Padova. Nei laboratori veneti è stato ideato un farmaco che blocca l’entrata del virus nelle cellule. La cura viene testata in questi giorni a Stoccolma. «Ora si parla di Ebola, che però difficilmente arriverà in Europa, mentre nei Balcani è presente un altro virus che dà febbre emorragica, il Congo-Crimea, la cui minaccia è molto più vicina», lancia l’allarme Palù. « Bisogna tenere presente che Ebola non è altro che una delle zoonosi, le malattie trasmesse dagli animali, che ci hanno colpito negli ultimi decenni, dall’Hiv all'aviaria, e molte altre ce ne saranno nei prossimi anni».

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