Esteri

Liberati gli ostaggi turchi Ma l’Isis ha padre Dall’Oglio

Appello dell'Imam per liberare Vanessa e Greta

Loro, i 49 turchi rapiti dall’Isis al consolato di Mosul, in Iraq, ora sono liberi. A riportarli a casa il premier turco Ahmet Davutoglu dopo un blitz degli 007 di Ankara. Mentre Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due giovanissime volontarie italiane rapite in Siria il 31 luglio scorso, sono ancora nelle mani dei terroristi. L’imam di Firenze Elzir Izzedin ha lanciato un appello per le ragazze che lavoravano per il progetto sanitario Horryaty e lo ha esteso anche al gesuita Paolo Dall’Oglio, sparito il 29 luglio 2013. «Dite di essere musulmani, liberate i nostri tre ostaggi padre Dall’Oglio, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli», esorta l’imam nel messaggio video in arabo e in italiano che sarà diffuso anche dai principali network arabi. «Come dice il Corano, nessuno può accusare qualcuno di una cosa che non ha fatto, perciò invito voi credenti a liberare questi italiani». Mentre Vanessa e Greta, è ormai certo, non sono nelle mani dell’Isis. «Dopo il rapimento ad Alabsmo, vicino ad Aleppo, sono state vendute due volte ad altri gruppi terroristici», riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, che ricostruisce come le due cooperanti lombarde siano state attirate con l’ingano nella «casa del capo del Consiglio rivoluzionario di Alabsmo» con il giornalista de Il Foglio Daniele Ranieri che è riuscito a fuggire. Nelle mani del Califfato potrebbe essere Padre Dall’Oglio. «È vivo e sta bene - sostiene il 74enne intellettuale damasceno Michel Kilo - Si trova in una prigione vicino Raqqa controllata da militanti iracheni dello Stato Islamico». Ma nessuna conferma arriva dalla Farnesina. L’incubo è invece finito per gli ostaggi turchi. Per tre mesi gli agenti segreti di Ankara ne hanno seguito gli spostamenti. Per otto volte imprevisti dell’ultimo secondo hanno fatto saltare la liberazione. «Ora li abbiamo riportati a casa», annuncia soddisfatto il primo ministro Davutoglu scendendo dall’aereo del governo con gli ex prigionieri. Senza però spiegare le modalità della liberazione, avvenuta mentre nella vicina Siria avvengono pesanti scontri tra i curdi e i jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Sembra non siano stati pagati riscatti. I 49 turchi, in maggioranza diplomatici con mogli e figli e tre contractor impiegati come guardie di sicurezza, erano stati rapiti dai guerriglieri dell’Isis l’11 giugno scorso durante l’offensiva che ha portato i jihadisti a invadere Mosul e a occupare gran parte del «cuore sunnita» del Paese. Offensiva che ha permesso loro di conquistare anche numerosi pozzi di petrolio e di divenire così l’organizzazione terroristica più «ricca» del mondo. Perchè con il greggio, venduto di contrabbando al prezzo low cost di 40 dollari al barile, il Califfato ha iniziato un lucroso business ricavandone due milioni di dollari al giorno. A cui va aggiunto un milione e duecentomila dollari dai pozzi confiscati in Siria. La Turchia era stata subito tirata in ballo come base per il contrabbando del petrolio. Nonostante il ministro per l’Energia Taner Yildiz abbia più volte negato che Ankara acquisti petrolio dall’Isis. Il salto di qualità del Daish (come viene definita l’organizzazione in arabo) ha scatenato la controffensiva degli Stati Uniti. Che però al momento limitano l’intervento a raid aerei nell’Iraq settentrionale mentre a combattere sul campo ci sono le milizie curde. Ieri hanno ucciso diciotto jihadisti nel villaggio di Kobani. «L’Isis è divenuto minaccia per il mondo», va ripetendo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. «Ma bisogna capire qual è il metodo più efficace per combatterlo», interviene il presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. L’Italia, al momento, non manderà caccia per i raid anti-Isis. Iran e Siria, nemici giurati degli Usa, hanno invece ripreso i contatti con Washington proprio per parlare di lotta al terrorismo. «Quaranta paesi hanno offerto il proprio sostegno alla campagna contro l’Isis, sotto forma di addestramento, equipaggiamento militare, raid aerei e aiuti umanitari», fanno sapere gli Stati Uniti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.