Quasi 4,3 milioni di scozzesi stanno votando per scegliere il loro futuro e quello del Regno Unito, in un referendum che potrebbe avere ripercussioni su tutte le anime indipendentiste dell'Europa. I seggi si chiuderanno alle 22 (le 23 italiane) e i risultati definitivi sono attesi per domani mattina. Le previsioni sono per un testa a testa: l'ultimissimo sondaggio Ipsos Mori diffuso a votazione in corso vede il 53% schierato per il no all'indipendenza, contro il 47% per il sì, con ancora un 4% di persone certe di andare a votare ma ancora indecise e che quindi potenzialmente potrebbero ribaltare l'esito del referendum. Gli occhi del mondo sono puntati sulla Scozia, se non altro per l'idea che il Regno Unito, storicamente sinonimo di potenza granitica, da domani possa non esistere piu' dopo 307 anni. In Europa, invece, tutti i Paesi in cui esistono rivendicazioni separatiste attendono il risultato con il fiato sospeso. Piu' di tutti la Spagna, dove la Catalogna ha gia' convocato, nonostante l'ostilita' di Madrid e l'irrilevanza giuridica, un suo referendum indipendentista per il 9 novembre. Fa il tifo per il si' anche la Lega in Italia, con il segretario Matteo Salvini che in giornata dovrebbe partrire per Edimburgo. Un appello a rispettare "la volonta' del popolo scozzese" qualsiasi l'esito e' stato lanciato dalla Chiesa di Scozia che ha chiesto di "mettere da parte le passioni" senza alimentare tensioni o violenze. "Votate, rilassatevi e abbiate fiducia nel processo democratico", e' stato l'invito lanciato a seggi aperti dal reverendo John Chalmers, moderatore dell'Assemblea generale, una sorta di portavoce della Chiesa nazionale, presbiteriana. Appello sostanzialmente accolto, anche se si sono registrati nelle ultime 24 ore alcuni episodi di violenza: stamane un indipendentista e' stato arrestato in un seggio di Clydebank per aver aggredito un unionista che aveva espresso chiaramente l'intenzione di voler votare "No". Ieri sera un 75enne di Glasgow, non vedente, e' stato colpito con un pugno in faccia mentre volantinava a favore del movimento unionista, mentre un 70enne di Airdrie, nel North Lanarkshire, e' stato assalito da alcuni giovani Sul lato dei 'testimonial' nella notte e' uscito allo scoperto lo Andy Murray, nato a Glasgow, che nel 2013 era stato il primo tennista scozzese a vincere Wimbledon. Con un 'tweet' ha espresso il suo fastidio per la campagna negativa e catastrofista del fronte del no e ha concluso con l'esortazione "Facciamolo!". Dagli Usa, Barack Obama si e' schierato con il no: "Il Regno Unito e' uno straordinario partner per l'America e una forza per il bene in un mondo instabile. Spero che resti, forte, robusto e unito".
Scozia, duello all'ultimo voto. Ue con il fiato sospeso
Occhi puntati sul referendum per l'indipendenza da Londra e sul futuro del Regno Unito. Testa a testa fra i "sì" e i "no"
