Esteri

I nostri marò soffrono. E gli indiani fanno festa

Mogherini: «La salute cambia la situazione» LEGGI ANCHE Telefonini vietati alle nozze col turbante

Le condizioni di Massimiliano Latorre che lentamente si sta riprendendo dall’attacco ischemico transitorio che lo ha colpito, non solo suscitano preoccupazione, ma «cambiano la situazione». E mentre le autorità italiane tentano di porre alla vicenda sul binario giusto, fervono i preparativi per il mega-party di nozze che una ricchissima famiglia indiana ha voluto proprio in Puglia, la terra dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. «Le condizioni di salute di Massimiliano non soltanto preoccupano molto, ma cambiano anche la situazione», parola del ministro degli Esteri Federica Mogherini, che si trova alla Commissione Esteri al Parlamento europeo. E il governo «sta riflettendo su come cambia anche il modo di reagire». Inoltre «l’internazionalizzazione è pronta», ma si sta lavorando «anche per riaprire nuovi canali di dialogo con il nuovo governo indiano». E ancora: «Su questa base ci stiamo adoperando quotidianamente sia io, sia il ministro Pinotti, sia il presidente del Consiglio Renzi». Insomma per il «caso marò» si gioca su più tavoli e intanto dall’India arrivano notizie confortanti: Massimiliano Latorre «ha recuperato al 70-80%» e «dovrà stare in ospedale per altri quattro o cinque giorni per accertare la causa del malore». Le notizie arrivano da un medico dell’equipe di neurologia del policlinico di New Delhi, dove da domenica il militare è ricoverato. «Ha subito un’occlusione venosa nella parte destra del cervello - ha spiegato il medico - che è stata trattata con iniezioni, secondo una procedura standard che si attua in questi casi». Secondo il neurologo, se il trattamento non fosse stato somministrato «entro le prime tre ore dal malore», le conseguenze «sarebbero state molto gravi». Latorre, 47 anni, è stato fortunatamente ricoverato pochi momenti dopo il malore. Massimiliano parla ed interagisce correttamente con i funzionari dell’ambasciata e con le persone che lo circondano. Ieri sera il marò, in sedia a rotelle, è stato portato da un’infermiera ad effettuare una risonanza magnetica e il viso appariva disteso. «Finora tutti i test di base che sono stati effettuati, sangue, risonanza e angiografia, hanno mostrato parametri normali - ha concluso il neurologo - per cui nei prossimi giorni faremo altri esami per risalire alle cause dell’occlusione che di solito colpisce uomini molto più anziani di lui». Il militare è ospitato al quarto piano del complesso ospedaliero situato nel quartiere di Rajinder Nagar, al confine di una vasta zona verde. Con lui ci sono sempre la compagna Paola Moschetti, che non lo ha abbandonato per un istante dal momento dell’incidente, e il collega Salvatore Girone, che è stato il primo a soccorrerlo, oltre allo staff dell’ambasciata italiana. «La vicenda che riguarda i marò è «dolorosa per le persone coinvolte, per le famiglie e anche umiliante per il nostro Paese»: lo ha detto Massimo D’Alema, parlando alla Festa dell’Unità a Bologna. «Speriamo - ha detto D’Alema - si trovi presto una soluzione positiva».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.