La Nato pronta alla guerra con la Russia. Per testare la capacità di mettere in campo in 48 ore la forza d’urto in grado di rispondere a un eventuale aggressione, 2.000 soldati di 9 Paesi dell’Alleanza Atlantica, con il supporto di blindati e aerei, parteciperanno fino all’8 settembre all’esercitazione «Steadfast Javelin II». In prima linea ci sarà anche la Folgore. Novanta paracadutisti del 186° Reggimento di stanza a Siena sono in partenza per la Germania e la Lettonia. L’esercitazione dovrà testare la sicurezza dei confini orientali dell’Unione europea. I parà italiani, insieme ai militari delle altre nazioni, si addestreranno alla pianificazione di varie tipologie di operazioni terrestri. L’Italia ha già partecipato in passato alla stessa esercitazione. Quest’anno, però, sarà diverso. Con la Russia che minaccia l’Ucraina, che non è ancora membro della Nato. Il presidente Petro Poroshenko è comunque stato invitato come osservatore al summit dell’Alleanza che si terrà domani e dopodomani a Newport, in Galles. Visto che la crisi Ucraina e le relazioni con la Russia sarà al centro del dibattito. Oltre al disimpegno dall’Afghanistan, alle nuove minacce del terrorismo internazionale e alla richiesta ai paesi membri di stanziare almeno il 2% del prodotto interno lordo per la difesa. In questo contesto «Steadfast Javelin II» acquista un’importanza strategica, dopo l’esercitazioni aerea Saber Strike che si è svolta dal 9 al 20 giugno e ha interessato l’Est Europa e quella nel Mar Nero che ha avuto luogo a metà luglio. L’Alleanza Atlantica punta a «dimostrare l’impegno per salvaguardare la libertà e la sicurezza dei suoi membri e alleati». Tra i Paesi coinvolti nelle manovre Germania, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia, Stati Uniti e Canada. Quattromila uomini, in grado di essere dispiegati sul terreno con un preavviso di 48 ore, sostenuti da logistica ed equipaggiamento preposizionati nei Paesi dell’est europeo vicini alla Russia. A due giorni dal vertice in Galles che darà il via libera alla nuova forza di reazione annunciata dal segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, emergono i dettagli sul Piano di intervento la Russia. «Il summit è molto importante - spiega il premier estone Taavi Roivas, che ieri ha accolto a Tallinn il presidente degli Stati Uniti Barack Obama - perché la Russia pensa di poter cambiare con la forza i confini di un Paese europeo sovrano e questo sta accadendo non lontano dai confini della Nato». La Russia ha accusato la Nato di «esasperare le tensioni», con il progetto di schierare truppe nell’Est Europa, e ha assicurato che agirà di conseguenza. Il vice consigliere per la sicurezza nazionale del Cremlino Mikhail Popov ha annunciato che Mosca rivedrà la propria strategia militare dato che «le infrastrutture militari dei paesi Nato si stanno avvicinando ai nostri confini e questo è una minaccia». Dopo «Steadfast Javelin II», dal 13 al 20 settembre i militari Nato di 12 nazioni verranno impegnati «Rapid Trident». Poi toccherà a «Loyal Lance» per testare la catena di comando «nello scenario di intervento per la difesa collettiva nei paesi baltici» e quindi, dal 3 al 13 dicembre è in programma «Trident Lance», definita «la più grande e sofisticata esercitazione dalla fine della Guerra Fredda». Coinvolgerà anche il Comando di Napoli e riguarderà sempre la simulazione di attacco nei paesi baltici. «Non esiste più un partenariato strategico fra Ue e Russia per scelta di Mosca - afferma il ministro degli Esteri Federica Mogherini - Occorre garantire che i membri della Nato dell’Europa dell’est, quelli che hanno una frontiera comune con la Russia, siano sicuri».
Folgore in prima linea nei test di guerra Nato
Fino all’8 settembre 4mila militari sul campo
