Esteri

Un altro giornalista americano decapitato dallo Stato Islamico GUARDA IL VIDEO

Si tratta di Steven Sotloff, 31 anni, rapito nell'agosto del 2013. Il boia: "È un secondo messaggio per Obama e gli Usa". E minaccia di uccidere anche un ostaggio britannico

Una nuova decapitazione. Ancora un giornalista americano vittima della violenza dello Stato Islamico. L'agenzia di intelligence Site, che si occupa di monitorare i siti jihadisti, ha segnalato un video diffuso dall'Is con la decapitazione del reporter Steven Sotloff, 31 anni, rapito al confine tra Siria e Turchia nell'agosto del 2013 mentre lavorava come freelance per Time, National Interest e MediaLine.     #IS Beheads Steven Joel #Sotloff, Threatens to Execute Briton David Cawthorne Haines — SITE Intel Group (@siteintelgroup) 2 Settembre 2014     Sotloff era già apparso nel video dell'uccisione dell'altro giornalista americano giustiziato dall'Is, James Foley. Con gli islamisti che avevano minacciato di decapitarlo se gli Usa non avessere recepito quel "messaggio" rinunciando agli attacchi aerei in Iraq. Una minaccia che aveva spinto la madre del reporter, lo scorso 28 agosto, a lanciare un video appello al Califfo Abu Bakr al-Baghdadi, chiedendo la liberazione del figlio. Appello che alla fine, a quanto sembra, è risultato vano. Ed oggi è arrivato "il secondo messaggio".  Nel video il jihadista che lo decapita si rivolge direttamente all'amministrazione americana: "Sono tornato, Obama, sono tornato a causa della tua arrogante politica estera nei confronti dello Stato islamico nonostante i nostri seri avvertimenti". Ma non finisce qui. Al termine del video della decapitazione di Sotloff il boia minaccia di uccidere un ostaggio britannico, David Cathorne Haines. E il premier britannico James Cameron ha definito "disgustoso, un atto ignobile", il video dell'esecuzione. Mentre la famiglia di Sotloff si è chiusa nel proprio lutto senza rilasciare dichiarazioni. In ogni caso, secondo fonti dell'amministrazione Obama citate dal Wall Street Journal, Sotloff e Haines sarebbero stati decapitati il 19 agosto insieme al collega reporter James Foley. Il video sarebbe stato diffuso oggi solo per ragioni mediatiche. Le stessi fonti, seppur in attesa di una conferma ufficiale, ritengono che non ci sia alcun elemento per ritenere che il filmato possa essere falso.

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