L'Ucraina perde posizioni nell'est e avverte che si va verso "una grande guerra" con la Russia, nonostante l'offerta di cessate il fuoco di Mosca. Intanto è scontro sulle sanzioni, su cui Vladimir Putin ha chiesto "buon senso" all'Europa. La cancelliera Angela Merkel ha assicurato che l'Ue ne varerà di nuove e "sostanziali" e il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha replicato che Mosca "si riserva il diritto di rispondere" a difesa dei propri interessi. I membri Ue sono spaccati. In particolare sono la Slovacchia, Cipro e l'Ungheria a frenare contro l'approvazione di nuove sanzioni. "Una grande guerra con la Russia è alle porte e potrebbe provocare decine di migliaia di morti", ha twittato il ministro della Difesa, Valeriy Geletey. In una telefonata con Josè Manuel Barroso, durante il consiglio europeo di sabato nel quale si è discusso anche della crisi ucraina (era presente anche Poroshenko), Putin avrebbe minacciato: “Se voglio in due settimane prendo Kiev”. Nonostante l'escalation della tensione, rappresentanti russi e ucraini si stanno incontrando a Minsk per cercare un via d'uscita al conflitto con la mediazione dell'Osce. Prima dell'inizio della riunione, i filo-russi hanno chiesto il riconoscimento di uno "status speciale" per le regioni orientali dell'Ucraina e la fine dell'offensiva dell'esercito di Kiev. Vladimir Putin, ha accusato la leadership ucraina di essersi rifiutata di avviare negoziati diretti con i separatisti filo-russi delle regioni orientali. "L'attuale leadership a Kiev non vuole realizzare un negoziato politico sostanziale con l'est del Paese", ha denunciato il capo del Cremlino. Conversando con i giornalisti, Putin ha aggiunto che i separatisti stanno tentando di rintuzzare le truppe ucraine per impedire che queste ultime sparino contro i civili: "L'obiettivo dei miliziani è quello di respingere queste forze armate e la loro artiglieria in modo da non dar loro la possibilità di sparare su aree residenziali". L'esercito ucraino si è ritirato dall'aeroporto di Lugansk, sotto l'incalzante offensiva dei ribelli filo-russi. Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha accusato Mosca di "un'aggressione diretta ed evidente" che ha alterato platealmente l'equilibrio di forze in campo. Adesso Poroshenko studia cambiamenti ai vertici dell'esercito, ma intanto l'esercito ucraino, che dalla scorsa settimana ha incassato le sconfitte peggiori della guerra, continua a perdere posizioni. Per Kiev Mosca è coinvolta in maniera diretta negli scontri: anche nei combattimenti all'aeroporto di Lugansk, roccaforte ribelle e città chiave, è stato decisivo, secondo Kiev, l'apporto delle forze russe, in particolare un battaglione di blindati. Dopo ore di combattimenti, le truppe ucraine sono finite sotto colpi d'artiglieria e hanno ricevuto l'ordine di ripiegare. "A giudicare dalla precisione dei colpi d'artiglieria a sparare sono professionisti delle forze armate russe", ha accusato un portavoce. Nonostante le accuse, Mosca assicura che non interverrà militarmente in Ucraina, ma la tensione resta altissima. Tanto che il premier polacco e futuro presidente del Consiglio dell'Ue, Donald Tusk, commemorando a Danzica il 75mo anniversario dell'invasione della Polonia da parte della Germania, ha evocato il pericolo di un altro settembre 1939.
Scontro sulle sanzioni Ue. Putin: "Prevalga il buon senso, posso conquistare Kiev in due settimane"
Colloqui a Minsk tra rappresentanti russi e ucraini. L'esercito di Kiev si è ritirato dall'aeroporto di Lugansk
