Vanessa Marzullo e Greta Ramelli non sono in mano ai jihadisti dell'Isil. Come detto dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro "a ieri non risultava che fossero veritiere le dichiarazioni del Guardian", secondo cui due italiane sarebbero ostaggio dei militanti dell'Isil. "La situazione è molto fluida e quindi bisogna tenere il riserbo necessario", ha aggiunto Giro, precisando che "bisogna mantenere la speranza". "Siamo preoccupati come il primo giorno: non abbiamo elementi per dare credito alla notizia sul fatto che Vanessa e Greta siano nelle mani dell'Isis". Così Roberto Andervill, cofondatore del progetto Horryaty insieme alle due ragazze rapite in Siria, parla della vicenda in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano "La prealpina". Andervill, 47 anni, di professione fabbro, una quindicina di giorni fa aveva fatto sapere attraverso il suo sito che non avrebbe più rilasciato dichiarazioni e che non sarebbero stati "tollerati commenti di nessun genere". Nell'intervista al quotidiano di Varese, Andervill ribadisce comunque che "è necessario il silenzio". "L'Unità di crisi sta lavorando e abbiamo molta fiducia - aggiunge -. L'unico modo di aiutare è il silenzio e far lavorare l'Unità di crisi: quando Greta e Vanessa saranno a casa poi si potrà raccontare tutto".
Giro: Vanessa e Greta non sono in mano all'Isis
Il sottosegretario agli Esteri: "La situazione è molto fluida, bisogna mantenere il riserbo"
