Un video choc diffuso via internet dal titolo "Messaggio all’America". Così lo Stato islamico in Iraq e nel Levante (Isis) ha annunciato al mondo d’aver decapitato James Foley, reporter americano che ha realizzato molti reportage per l'Afp e numerosi altri media prima di venire rapito nel nord-ovest della Siria il 22 novembre 2012. Nel video Foley appare nel deserto, in ginocchio, con indosso una tuta arancione e con un terrorista interamente vestito di nero e col volto coperto, che gli preme un coltello alla gola. Prima dell'esecuzione si leggono delle scritte in arabo e in inglese che minacciano gli Stati Uniti e intimano il governo Obama di interrompere i raid contro lo Stato Islamico che hanno portato l'America "su una superficie scivolosa verso un nuovo fronte di guerra contro i musulmani. Qualsiasi tuo tentativo, Obama, di negare le libertà e la sicurezza ai musulmani sotto il califfato islamico porterà alla carneficina della tua gente". Lo stesso Foley si rivolge ai suoi familiari, accusando poi gli Stati Uniti della responsabilità della sua morte. Il miliziano al suo fianco gli taglia la testa e poi avverte che la stessa sorte potrebbe toccare a un altro giornalista, Steven Joel Sotloff, corrispondente di Time, disperso dall'agosto del 2013 in Libia. "Dipende da cosa deciderà Obama", dice il terrorista. Non siamo mai stati così orgogliosi di lui" ha detto la madre di Foley. Sul suo profilo Facebook la donna, Diane Foley, ha chiesto la liberazione degli altri ostaggi "innocenti" in mano degli jihadisti in Siria. James "ha sacrificato la sua vita cercando di mostrare al mondo la sofferenza del popolo siriano. Imploriamo i sequestratori di risparmiare la vita degli altri ostaggi. Sono innocenti e non possono influenzare la politica del governo Usa In Iraq, in Siria come in nessun altro posto del mondo", ha scritto la donna. Usa: "Video autentico". L'Fbi ritiene che il video diffuso dagli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Is) sia autentico. Lo Stato islamico è «un cancro» responsabile di torture, stupri e uccisioni di migliaia di persone in «atti codardi di violenza» e mira a commettere un genocidio dice il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. L'Isil «non ha ideologia, valori, né rispetto per gli esseri umani». E ancora: «Il mondo è sconvolto per la brutale uccisione di James Foley. Continueremo a fare il possibile per proteggere il nostro popolo»
jihadisti decapitano reporter Usa
VIDEO choc dell'Isis sul web "Giustiziato" James Foley, 40enne freelance di Boston. Era stato rapito nel 2012. Vendetta per i raid decisi da Obama. Un secondo giornalista in ostaggio
