Non c’è pace per il volo MH370 della Malaysia Airlines. Il governo di Kuala Lumpur ha avviato un’indagine per il furto di informazioni riservate dagli account e-mail di ufficiali coinvolti nella ricerca dei resti del volo. Le informazioni rubate sono state inviate a un computer con sede in Cina, prima che la CyberSecurity Malaysia, un dipartimento del Ministero della Scienza, Tecnologia e Innovazione, si accorgesse della breccia nel sistema e bloccasse il flusso. Uno specialista dell’agenzia ha rivelato che il sistema è stato fuorviato da un trucco: nelle e-mail degli agenti era stato inviato un articolo, dove venivano riportate informazioni su ritrovamenti del Boeing 777, l’e-mail è stata spedita il 9 marzo, il giorno dopo che l’aereo della Malaysia Airlines svanisse durante il suo volo da Kuala Lumpur a Beijing. Il malware era attaccato a un file in allegato all’email, che sembrava il Pdf dell’articolo, ma una volta aperto il file, il programma pirata partiva in automatico. Anche alti ufficiali del Dipartimento dell’aviazione civile sono finiti nel mirino degli hacker di Pechino. «Abbiamo ricevuto dei rapporti dall’Agenzia che ci dicevano che i loro network erano congestionati da una quantità enorme di e-mail che partiva dai loro server», ha dichiarato il capo esecutivo della CyberSecurity, Amirudin Abdul Wahab. «In quelle email sono contenute informazioni sensibili degli agenti, - ha continuato Wahab - compresi anche minuti di filmati di riunioni e documenti classificati. Alcuni di questi dati sono riconducibili al volo MH370». Sono 30 i computer infettati dal malware, secondo la CyberSecurity. L’agenzia ha scoperto che l’Ip di provenienza del virus è cinese e ha chiesto, immediatamente, al provider del servizio internet di bloccarlo. L’Ip (internet protocol) è un indirizzo numerico unico, assegnato a ogni computer sulla rete. «Era un virus molto ben congegnato – ha spiegato ancora Amirudin -, tanto che i nostri programmi non lo hanno riconosciuto. È stato un attacco sofisticato, non erano ragazzini al pc». L’Interpol, l’agenzia e la polizia stanno lavorando sull’incidente. Ma i sospetti sono ovviamente tutti rivolti verso i dati rubati riguardanti il volo scomparso. «In quel periodo c’erano molte persone che accusavano il governo di non voler dire la verità». Ha spiegato Amirudin. «Ma tutto ciò che riguarda le indagini è pubblico». Il volo MH370, con 239 persone a bordo, è scomparso dai radar l’8 marzo. Secondo gli esperti, lo “spearphisghing”, il furto di dati, di cui è stato vittima il Dipartimento dell’Aviazione Civile e il National Security Council, è un attacco che richiede mesi di preparazione. Questo porta anche a identificare i responsabili in hacker molto capaci.
Aereo scomparso, violate le e-mail degli ufficiali impegnati nelle ricerche
Informazioni riservate e documenti classificati rubati da hacker cinesi
