«Io l'ambasciata la lascerò presto ma forse non per le ragioni che pensa lei». Così Julian Assange, il fondatore di Wikileaks rifugiato da due anni nell'ambasciata ecuadoregna a Londra, ha risposto alla domanda di un giornalista in conferenza stampa. «Spesso viene detto falsamente che io ero stato accusato in Svezia da una donna di un grave crimine, questo è falso. Nessuna donna mi ha denunciato, anzi questa persona ha smentito qualsiasi rapporto con me». «Si sono fatte speculazioni - ha aggiunto - su tutta una serie di comportamenti da parte mia che non sono mai stati posti in essere. Io non sono mai stato incriminato per tali reati in Svezia». Poi ha incalzato: «C'è contro di me un'indagine aggressiva da parte degli Usa. Questa inchiesta mette a rischio tutti gli editori e i giornalisti». Subito dopo un passaggio sul suo stato di isolamento: «È un ambiente in cui qualsiasi persona di buona salute avrebbe prima o poi delle difficoltà. Essere detenuto in questo Paese senza incriminazione per quattro anni e in ambasciata per due anni senza aree esterne non è facile per nessun essere umano». Secondo la stampa britannica, a far prendere questa decisione ad Assange - l'uomo che ha svelato i segreti degli apparati militari e spionistici di mezzo mondo - sono state le sue condizioni di salute. Nei giorni scorsi, le autorità diplomatiche dell'Ecuador avevano proposto di portare Assange in un ospedale su un'auto dell’ambasciata, per evitarne l'arresto. Ma la polizia del Regno Unito ha fatto sapere che potrebbe, comunque, essere arrestato anche sul letto di cura. Assange, 43 anni, rischia di essere subito estradato verso la Svezia. Rircordiamo che sull'uomo pende un mandato di cattura europeo per un'indagine relativa a molestie e violenze sessuali. La versione del fondatore del WikiLeaks è che invece la Svezia lo manderebbe subito negli Stati Uniti, dove rischia 35 anni di prigione per le sue rivelazioni sulle attività del Pentagono in Afghanistan e in Iraq. Da due anni, ormai, gli uomini della Metropolitan Police di Londra stazionano davanti all'ambasciata, che gode di extraterritorialià, pronti ad arrestarlo non appena dovsse mettere piede in territorio britannico. Secondo alcune indiscrezioni, Assange soffrirebbe di pressione alta, aritmia, tosse cronica e di carenza di vitamina D, a causa della vita in isolamento e della mancanza di esposizione ai raggi solari. L'Ecuador «ha protetto i miei diritti», ha ricordato Assange, sottolineando che «c'è stata della mala informazione su questo caso, perché è sicuramente molto complesso, ma anche perché purtropppo ci sono Stati interessati alla risoluzione di questo caso, c'è il prestigio di molti Paesi in gioco e di molte organizzazioni».
Assange è malato «Lascerò l’ambasciata»
Lo sfogo: «Contro di me aggressione Usa»
