Esteri

Italia a capo della missione Nato Kfor in difesa delle minoranze

Le nostre Forze armate da sempre favoriscono lo sviluppo economico, sociale e politico dell’area balcanica

Pristina. Il 2014, anno importante per il Kosovo che dichiaratosi indipendente dalla Serbia nel 2008 oggi, come un bimbo di 6 anni cammina e guarda al futuro, tenuto per manodalla Kosovo Force (Kfor),carico di aspettative e speranza.Grande come l’Abruzzo ospita sei etnie con due lingue ufficiali, albanese e serbo. La maggioranza della popolazione, è albanese di religione islamica, seguono serbi ortodossi e una piccola percentuale di cattolici. Piccolo stato riconosciuto da 108 dei 193 Paesi ONU. Oggi 5500 militari di Kfor, di 31 nazioni, operano al comando di un generale italiano, Salvatore Farina. Le nostre Forze armate da sempre garantiscono sicurezza e favoriscono lo sviluppo economico, sociale e politico del Kosovo e più in generale dell’area balcanica. L’Italia si è affermata attore credibile e qualificato.“Kfor contribuisce in modo determinante alla sicurezza e al progresso del Kosovo”, confida la giovane presidente Atifete Jahjaga. Risultato significativo, apprezzato dalla Nato e dalla comunità internazionale che continua a dare fiducia all’Italia evede nel dialogo la chiave di stabilizzazione del Kosovo.   L‘Italia manterrà dunque la leadership di Kfor anche l’anno prossimo.Si può quindi rendere merito allo “stile italiano”, un sistema che funziona.Stile unico fondato su dialogo e imparzialità,proprio come ricorda il motto di Kfor, “More Together”, scelto da Farina, sul cui significato si basa la missione a favore di “tutte le persone del Kosovo”. Modello di mediazione e dialogo, prevenzione e determinazione,al passo con la capacità di gestione delle crisi, con mano ferma quando necessario. Come il “made in Itay” questi fattori di successo hanno portato Kfor a essere considerata eccellenza a livello mondiale in uno scenaro internazionale tra i più significativi.I nostri militari continuano a dimostrarsi inclini a operare nelle crisi complesse per capacità di trattativa e negoziato.L’Italia ha il comando delle missioni Unifil(Libano), Kfor(Kosovo), Eutm(Somalia).A giugnoscorso, prima volta in Kosovo, i serbi del nord hanno partecipato in gran numero alle elezioni politiche. Quattro anni fa, solo in 2 si presentarono alle urne.Pochi giorni dopo a Mitrovica sono state rimosse e sostituite con piante le barricate del ponte Austerlitz, sul fiume Ibar. Segno politico di divisione interetnica.Belfast, Cipro, Mitrovicae Mostar sono le città rimaste simbolo di una divisione etnica e sociale che si trascina da secoli.Ma il Kosovo,con l’aiutodellaNato, ha trascorsoquestiultimi 15 anniall’insegna di cambiamentivolti al progresso e allanormalizzazione,esprimendovogliad’integrazione.Gli sforzi di Kforsonooraconcentratiprincipalmente al nord, dove ilpaesaggiodiventabrullo, icentriabitatisidiradano, in prossimità di unaindistinguibilefrontierache non è un confine ma “linea di demarcazioneamminastrativa”. A ZubinPotok, municipalitàa “confine” con la Serbia, la Kosovo Security Force (KSF),addestratapercompiti di protezionecivile,èdi recenteintervenuta, suordine di Farina, inun’attività di ricercanellago di Gazivode. Quest’area a maggioranza Serba era interdetta alla KSFe ilcomandante di KFOR ne ha autorizzato e coordinato l’intervento.Operazione di alto valore nel delicato percorso di integrazione.   Altra storia di successo e collaborazione tra le due etnie, serba e albanese,è stata la costruzione daparte della KSF di un ponte vicino al monastero ortodosso di Decane. Il Ministro della KSF, AgimCeku e l’Abate del monastero, Padre Sava Janjic hannoinaugurato assieme ilnuovoponte lungo 38 metri. “È un ponte che unisce gli uomini e le culture in Kosovo”dice Padre Sava.Anche la riparazione di una strada a favore di una comunità serba nel centro del Kosovo assume un importante significato se a realizzare il progetto, anche questo promosso da Kfor, è la Ksf.Piccole occasioni trasformate da Kfor in opportunità per favorire l’integrazione.Il Kosovo sembra essere sulla strada della maturità e fa grandi passi avanti con la mediazione dell’UE dove, come la Serbia, ambisce entrare.Kfor intende lasciarlo solo quando ci saranno le condizioni per farlo e intanto l’Italia,da partesua,manterrà il ruolo di leader di questa missione anche il prossimo anno.Il 3 settembre il Generale Farina sarà avvicendatoda un altro generale italiano.

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