Esteri

Le truppe israeliane lasciano Gaza

Tregua umanitaria di 72 ore. Israele: distrutti i 32 tunnel. Ora una delegazione dello Stato ebraico è attesa in Egitto per tenatare un accordo permanente con i palestinesi

L'artiglieria israeliana tace. Hamas ha smesso si sparare razzi. La richiesta era arrivata ieri sera dall'Egitto, al termine dei colloqui con le delegazioni palestinesi. Israele ha accolto la proposta di tregua di 72 ore, in vigore dalle 8 di questa mattina (le 7 in Italia). Si spera che la pausa possa permettere al negoziato in corso al Cairo di raggiungere un cessate-il-fuoco più. Duraturo. Israele ha annunciato il totale ritiro dalla Striscia di Gaza. Le forze di terra, infatti hanno completano la distruzione di tutti i tunnel scavati dalla guerriglia palestinese. Il governo aveva spiegato che l'esercito sarebbe rimasto a Gaza fintanto che tutte le gallerie non fossero state distrutte. Benjamin Netanyahu ha ammesso che qualche cunicolo potrebbe ancora essere in piedi, ma, ha detto il premier israeliano, “abbiamo fatto tutto il possibile per ottenere il massimo”. Nonostante il ritiro, i riservisti non sono stati rilasciati dal servizio e l'esercito ha fatto sapere che rimane pronto a intervenire qualora Hamas dovesse interrompere la tregua. Le truppe non si allontaneranno dalla Striscia: l'esercito è ridispiegato in posizioni difensive oltre il confine. La pausa di tre giorni verrà sfruttata per riparare le linee elettriche distrutte e Gaza, mentre è atteso l'arrivo di circa 300 camion con a bordo forniture mediche e cinque ambulanze, che entreranno nella Striscia attraverso la frontiera di Kerem Shalom. L'inizio della tregua è stato preceduto dal lancio di razzi dalla Striscia, mentre le sirene di allarme risuonavano in tutto il territorio meridionale di Israele, comprese le città di Ashdod, Ashkelon e Beersheba, oltre che nell'area di Gerusalemme. Israele ha risposto con raid aerei su Gaza City e nelle zone centrali e meridionali della Striscia. Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha accolto favorevolmente l'accordo per la nuova tregua umanitaria di 72 ore, esortando alla “massima moderazione” e all'avvio di negoziati per un cessate il fuoco duraturo. Ora una delegazione israeliana, dopo il rifiuto iniziale di partecipare ai negoziati, è attesa al Cairo nei prossimi giorni per tentare un accordo permanente con la mediazione dell'Egitto. Gli israeliani vogliono che i militanti palestinesi depongano le armi una volta per tutte, mentre Hamas chiede l'annullamento dell'embargo sulla Striscia, in vigore da sette anni. Le differenze fra le parti restano ampie e la situazione nella rimane delicata nonostante il ritiro. Nel conflitto esploso 28 giorni fa si contano ormai oltre 1.800 vittime palestinesi e l'uccisione di 64 soldati e tre civili israeliani. Il presidente Usa, Barack Obama, ha firmato la legge che permette di finanziare 225 milioni di dollari in più agli aiuti già stanziati per mantenere la capacità di Iron Dome, la Cupola di Ferro, il sistema di difesa antimissile che ha ridotto sensibilmente le possibilità effettive di Hamas di colpire Israele. “Gli Stati Uniti sono orgogliosi che Iron Dome, realizzato insieme a Israele e finanziato dagli Usa, abbia salvato un numero considerevole di vite in Israele", ha dichiarato in una nota il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. Il finanziamento arriva dopo che il governo degli Stati Uniti, nel fine settimana, ha criticato Israele e si è detto "inorridito" dall'attacco a una scuola dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifuguiati Palestinesi, l'Unrwa, a Gaza, in cui sono morti almeno 10 civili.

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