Dopo il fallimento del cessate-il-fuoco di 72 ore e le prime operazioni di ridispiegamento delle truppe sul territorio di Gaza, oggi l'esercito israeliano ha dato il via a una tregua umanitaria di sette ore. Ne è rimasta esclusa però l'area orientale di Rafah, nel sud della Striscia, dove proseguono le attività militari, gli scontri sono ancora in corso e viene mantenuta una presenza israeliana. Nonostante il cessate-il-fuoco, fissato dalle 9 fino alle 16 ora italiana, sei minuti dopo l'entrata in vigore della tregua, un raid aereo contro una casa nel campo profughi di Shati a Gaza City ha provocato la morte di ua bambina di otto anni ed il ferimento di 30 persone, tra cui altri bambini trasportati all'ospedale al-Shifa. Quasi contemporaneamente, come riferito da fonti palestinesi, un secondo raid ha colpito il campo profughi di Nuseirat nel centro dell'enclave costiera. Finita la tregua, alle 16 italiane, Israele ha ripreso gli attacchi. Un raid aereo vicino a un impianto di desalinizzazione a Rafah ha ucciso tre persone, tra cui un ragazzo di 12 anni e la sorella di 5. Il giallo del britannico ucciso. La Bbc ha diffuso la notizia della morte di un volontario britannico a Gaza. Il Foreign Office ha attivato il consolato per le verifiche. L'uomo si chiamerebbe Kadir Islam e sarebbe originario di Rochdale, città-satellite di Manchester. Impegnato nell'enclave palestinese come operatore umanitario, avrebbe perso la vita in seguito all'esplosione di un missile, presumibilmente lanciato dalle forze israeliane, mentre si accingeva a consegnare rifornimenti sanitari a un ospedale della cittadina situata all'estremità meridionale del piccolo territorio, a ridosso della frontiera con l'Egitto, e sottoposta a sistematici bombardamenti. Attentati a Gerusalemme. La tensione è salita anche a Gerusalemme, dove un uomo a bordo di una motocicletta ha aperto il fuoco ad una fermata di un autobus vicino all'università ebraica a Mt. Scopus ferendo gravemente almeno un uomo, che sembra essere un soldato. Prima di questo episodio, un palestinese con una ruspa si è schiantato contro un autobus nel cuore della città, uccidendo un passante di 25 anni e l'autista del mezzo, e ferendo altre cinque persone. Il terrorista è stato ucciso dalla polizia. Eliminato un comandante della Jhad a Gaza. Nella notte i caccia israeliani hanno condotto nuovi raid aerei, uccidendo almeno 11 palestinesi. L'esercito ha dato notizia della morte di un comandante della Jihad islamica in un raid aereo sul nord della Striscia: si tratta di Dayal Mansour, che, secondo informazioni di intelligence, era il responsabile del coordinamento del lancio di razzi contro Israele. Per Hamas, il cessate il fuoco unilaterale proclamato da Israele - all'indomani della strage commessa a Rafah, dove dieci civili palestinesi sono rimasti uccisi nel bombardamento di una scuola dell'Onu - è solo un tentativo per “distrarre” l'opinione pubblica mondiale dai “massacri” commessi dallo Stato ebraico. I colloqui in Egitto e le pressioni internazionali. Israele ha rifiutato l'ipotesi di prendere parte ai colloqui di pace in Egitto. Il numero due di Hamas, Moussa Abu Marzouk, ha reso noto intanto che la delegazione palestinese arrivata nei giorni scorsi al Cairo incontra oggi i vertici dell'intelligence egiziana per mettere sul tavolo le richieste necessarie a giungere a un accordo di cessate-il-fuoco. Secondo quanto dichiarato dal capo dell'ufficio politico di Hamas, Khaled Meshaal, non ci sarà alcuna tregua sino a quando le forze armate israeliane non se ne andranno dalla Striscia. Meshaal, inoltre, ha invitato la comunità internazionale a esercitare delle pressioni su Israele per revocare il blocco nei confronti dell'enclave palestinese. L'Egitto ha sottoposto a Israele le richieste avanzate dalla delegazione mista palestinese. Se dovesse essere accettata una tregua di 72 ore con inizio fissato alle 8 di domani mattina (le 7 in Italia), lo Stato ebraico sarebbe "invitato a inviare al Cairo una rappresentanza propria per condurre negoziati indiretti con i palestinesi su tutte le questioni", spiegano fonti egiziane. A Teheran è stata convocata una riunione d'emergenza del Movimento dei paesi Non Allineati (Nam), a livello di ministri degli Esteri, dedicata alla crisi a Gaza. La riunione della “Commissione Palestina” si tiene alla presenza del presidente iraniano Hassan Rohani. Al centro dei colloqui, le modalità per l'invio di aiuti umanitari ai palestinesi della Striscia. Della Commissione fanno parte 12 Paesi: Algeria, Egitto, Senegal, Sud Africa, Zimbabwe, Zambia, Malaysia, Indonesia, Bangladesh, India, Colombia e Cuba, oltre a una delegazione palestinese. Il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha proposto che, per garantire la pace, il controllo della Striscia, al termine delle offensiva, sia assegnato all'Onu: “Questa è una delle poche opzioni (possibili) e certamente andrà valutata, attraverso un accordo tra noi e l'Anp”. L'Europa "non può rimanere neutrale" e "ha l'obbligo di agire" quando ci sono violazioni dell'integrità territoriale e dei diritti non lontano dai propri confini, soprattutto quando si verificano massacri di civili come sta succedendo da un mese a Gaza. Questa la posizione espressa dal presidente francese Francois Hollande, intervenuto a Liegi alla celebrazione del centenario dell'inizio della Prima guerra mondiale. Per l'Italia, che ha deciso di sostenere la proposta di mediazione egiziana, una delegazione della commissione Esteri delle Camera è in visita in Israele e Palestina. A Tel Aviv i deputati italiani sono stati ricevuti dall'ex presidente israeliano Shimon Peres. Il colloquio si è incentrato sulle prospettive politiche che potrebbero consentire di superare la crisi, contrastando il terrorismo e rafforzando la leadership moderata palestinese. “La soluzione dei due Stati per i popoli non può ridursi a una formula rituale da ripetere senza fare passi concreti in quella direzione - ha dichiarato a conclusione dell'incontro il capo della delegazione italiana, Fabrizio Cicchitto -. L'Italia sostiene la mediazione egiziana da cui può nascere un'alternativa politica all'uso della violenza che sta incendiando il Mediterraneo”. Quello che sta succedendo in queste ore a Gaza "è inaccettabile, colpire edifici delle Nazioni unite, civili e bambini è del tutto inaccettabile" ha detto il nostro ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che ha aggiunto: "Il cessate il fuoco va collegato a una prospettiva politica e l'unica prospettiva è il rafforzamento di Abu Mazen e del governo palestinese e la creazione di uno stato palestinese che possa vivere a fianco dello stato israeliano in pace e sicurezza. E' lo sforzo in cui tutti siamo impegnati".
A Gaza tregua israeliana di 7 ore. Uccisi tre bambini
Esclusa l'area est di Rafah. A Gerusalemme due attentati in un giorno. L'Egitto consegna a Israele le richieste della delegazione palestinese: nuova pausa per 72 ore
