Esteri

Gaza, Israele ridispiega le truppe di terra. Ma l'offensiva prosegue

Colpita una scuola Onu a Rafah. L'esercito: il tenente Goldin è stato ucciso. Le delegazioni palestinesi al Cairo. Israele non va: avanti fin quando tutti i tunnel non saranno distrutti

L'offensiva israeliana a Gaza era sembrata arrivare alle prime fasi della sua conclusione ieri, dopo che era trapelata l'ipotesi della decisione di un ritiro unilaterale dalla Striscia. Israele aveva fatto sapere di non voler accogliere la proposta egiziana per una negoziazione di un cessate-il-fuoco con Hamas. Effettivamente l'esercito israeliano ha iniziato a muovere le truppe di terra nella Striscia di Gaza. Ma al momento si può parlare solo di un ridispiegamento di forze. Il ritiro, se c'è, è solo parziale. Il portavoce dell'esercito, tenente colonnello Peter Lerner, ha spiegato che la "missione è in pieno corso" e che in questo momento "sta cambiando veste, ma continua". In sostanza, ha spiegato Lerner, "ci stiamo ridispiegando dentro la Striscia, stiamo smantellando alcune postazioni e avvicendando altre unità all'interno" di Gaza: "Non si tratterà più dello stesso tipo di operazione terrestre". Tuttavia, ha ammonito il portavoce, “continueremo ad agire, e sul terreno disponiamo di una forza di reazione rapida in grado di affrontare Hamas, se necessario". La giornata è iniziata con nuovi raid israeliani nel sud della Striscia. E dopo il fallimento della tregua di 72 ore chiesta dell'Onu, in seguito alla scomparsa del soldato israeliano Hadar Goldin, per il momento non si parla più di cessate-il-fuoco, se non negli appelli internazionali che arrivano dai colloqui del Cairo, ai quali ieri si è aggiunto quello di Matteo Renzi, che ha espresso il suo sostegno formale alle proposta di Al-Sisi. In Egitto è arrivata stamattina una delegazione di Hamas e della Jihad islamica proveniente da Doha. Ieri sera erano arrivati, via Amman, i delegati di al-Fatah e degli altri partiti operanti in Cisgiordania. Israele non andrà. Lo Stato ebraico è intenzionato a proseguire con l'offensiva fino a quando non saranno stati distrutti tutti i tunnel al confine con la Striscia, usati come depositi di armi ma anche come basi da cui lanciare attacchi. Hamas, di converso, per bocca del leader in esilio Khaled Meshaal, esclude ogni ipotesi di tregua fino a quando le truppe di terra israeliane non inizieranno a ripiegare: "Una tregua è una tregua, mentre il mantenimento della presenza a Gaza di forze israeliane che distruggono i tunnel è un'aggressione". Mashaal accusa Israele per la fine della tregua chiesta dalle Nazioni Unite, durata appena un paio d'ore. Israele ha additato la responsabilità invece ad Hamas, per avere rapito un suo soldato, attraverso un blitz che sarebbe partito proprio da uno dei tunnel. Mentre oggi l'esercito comunica che che Hadar Goldin, il tenente di fanteria 23enne che si pensava fosse stato catturato venerdì, è in realtà stato ucciso in battaglia quel giorno. Le operazioni in ogni caso proseguono. Un attacco contro una scuola gestita dalle Nazioni Unite, nei pressi del valico di Rafah, ha fatto almeno 10 morti. Il ministero della Sanità di Gaza ha quantificato in 1.737 il numero delle vittime palestinesi dall'inizio dell'operazione “Confine protettivo” l'8 luglio scorso, di cui 400 sarebbero bambini, e i feriti sono oltre novemila. Gli israeliani hanno perso 63 soldati e due civili. Il Ministero della Salute di Gaza ha anche lanciato un appello urgente a tutti gli ospedali fuori dalla città affinché accolgano nelle loro strutture 50 pazienti che hanno bisogno di essere curati urgentemente. Gli ospedali cittadini infatti sono sovraccarichi e non riescono a far fronte alla richiesta di soccorso, specialmente dopo gli ultimi attacchi a Rafah, dove nelle ultime ore sono state uccise più di 85 persone, mentre altre 350 almeno sono state ferite, alcune in modo grave.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.