Così l’Europa ha finanziato Al Qaeda. Documenti trovati in Mali in una base abbandonata da membri di Al Qaeda del Maghreb islamico rivelano come i rapimenti di stranieri siano una fonte di reddito per l’organizzazione jihadista che opera tra l’Algeria e il Sahel. Sono stati, finora, pagati 125 milioni di dollari dai Paesi europei ai diversi gruppi che si richiamano ad Al Qaeda per ottenere il rilascio dei connazionali rapiti. In testa a questa classifica di finanziatori delle cellule del terrore c’è la Francia, la nazione che da due anni impegna le sue truppe di elite tra Mali e Mauritania per jihadisti. Solo Stati Uniti e Gran Bretagna non versano denaro ma usano altre contropartite per la liberazione di prigionieri. Così il prezzo pagato da Washington per liberare il marine Bowe Bergdahl è stato di cinque talebani detenuti a Guantanamo liberati per permettere al soldato americano di tornare negli States. Dal 2008 Al Qaeda ha incassato 125 milioni di dollari ottenuti dalla Francia in ragione di 58,1 milioni, seguito dal Qatar con 20; 12,4 milioni di dollari sono stati versati dalla Svizzera, altri 11 dalla Spagna, dieci dall’Italia, l’Austria ne ha versati 3,2 per ridare la libertà a due suoi concittadini. A fare la parte del leone nel business dei rapimenti è Al Qaeda del Maghreb islamico che dal 2008 ha incassato 91,5 milioni. Cinque milioni è il guadagno ottenuto dal movimento jihadista somalo degli Shabab per rialasciare due spagnoli. Al Qaeda della Penisola araba ha preso 20 milioni da Qatar e Oman per liberare due ostaggi finlandesi, un austriaco e uno svizzero. Nel 2011 la Francia ha sborsato anche a questo gruppo 9,5 milioni per ottenere il rilascio di tre francesi. Un vero business ben organizzato e studiato nei minimi dettagli. Nel 2004 Abdelaziz al Muqrin, leader di Al Qaeda nella Penisola arabica in un documento da lui redatto si compiaceva dei rapimenti di “infedeli” compiuti dal braccio algerino di Al Qaeda e si dilungava in dettagli su come compiere i rapimenti. Un vero e proprio manuale a uso interno per l’organizzazione diffuso sul web. Una pratica quella dei rapimenti seguita con interesse persino da Osama Bin Laden. Nella sua ultima apparizione in video prima di essere ucciso, il capo di Al Qaeda citava gli ostaggi francesi catturati in Algeria. I quaderni trovati in Mali sono una fonte interessante sull’organizzazione e sulla pratica dei rapimenti. "Il sequestro di ostaggi è un facile bottino - ha scritto Nasser al-Wuhayshi, il leader di Al Qaeda nella penisola arabica -, che potrei descrivere come un mestiere redditizio e un tesoro prezioso". Ma nonostante questo Al Qaeda non rischia di suo e il sequstro vero e proprio lo affida a gruppi di criminali nomadi ai quali paga, come risulta dai quaderni del Mali, un dieci per cento. Le trattative avvengono anche con mediatori in Europa e il pagamento sempre nelle zone prescelte dai rapitori. Ma no mancano le liti e i dissapori. In una lettera scoperta negli edifici abbandonati dai jihadisti in Mali lo scorso anno, Al Qaeda nel Maghreb islamico ha accusato il comandante, Mokhtar Belmokhtar, di aver preso una "piccola somma" di 700.000 euro e di non rispettare le direttive della leadership del gruppo in Pakistan. La Germania nel 2003 pagò cinque milioni di euro a Bamako per liberare gli ostaggi. Notizie che i governi si affrettano a liquidare con no comment ma anche una recente inchiesta del New York Times in Africa, conferma la veridicità dei fatti. L’Europa è suo malgrado la finanziatrice di Al Qaeda. E l’Italia ha fatto la sua parte anche in Afghanistan e in Iraq. E ora anche Siria e Libia stanno diventando terreno proficuo per catturare stranieri e chiedere soldi in cambio: si è parlato di cinque milioni pagati dall’Italia per la liberazione del giornalista de La Stampa Domenico Quirico catturato dai ribelli siriani. Che i rapimenti siano considerati da Al Qaeda un vero affare risulta anche dal trattamento riservato alle loro vittime. Queste vengono terrorizzate, filmate e minacciate di morte ma al tempo stesso curate. Così come è avvenuto con Mariasandra Mariani, la turista di San Casciano Val di Pesa, rapita nel 2011 nel Sud dell’Algeria. La donna colpita da una crisi di dissenteria è stata curata da un medico jihadista che le somministrò due flebo.
Al Qaeda si finanzia con i rapimenti di occidentali
Dal 2008 l'roganizzazzione ha incassato 125 milioni di riscatti: 58 dalla Francia, 20 dal Qatar, 12 dalla Svizzera, 11 dalla Spagna, 10 dall'Italia
