Esteri

Strage di bambini a Gaza. Non regge la sospensione delle ostilità

Israele accusa Hamas e prosegue nella distruzione dei tunnel. Ancora razzi dalla Striscia: uccisi 4 israeliani. L'Onu chiede la fine dei combattimenti

La fragilità della sospensione non dichiarata delle ostilità tra Hamas e Israele ha il volto dei bambini rimasti uccisi nel fuoco sul campo profughi di Shati, a nord di Gaza. Dalla mezzanotte scorsa nella Striscia era in corso una sorta di tregua di fatto, rotta però dai missili lanciati nella prima mattinata. Le sirene di allarme sono tornate sporadicamente in funzione nelle località israeliane prossime al confine. L'esercito israeliano ha risposto al lancio di un razzo stamattina contro la città di Ashkelon. I militari hanno colpito in direzione di Beit Lathia, la località della Striscia dalla quale era partito il missile. I caccia israeliani hanno colpito tre bersagli: due postazioni lanciarazzi e un deposito di armi, nel nord e nel centro della Striscia. Mentre è rimasto ucciso un bambino di quattro anni in un raid condotto con i carri armati a Jabaliya, cittadina nel nord di Gaza. Questa mattina, l'esercito aveva parlato di un “arresto illimitato del fuoco”. L'impegno centrale dei militari restano i tunnel, utilizzati dalle milizie dei gruppi radicali palestinesi per attaccare oltre confine e raggruppare armi. Nella notte l'esercito ha ammesso di averne distrutti almeno sette. Il portavoce di Hamas ha detto che Israele ha colpito “solamente una frazione” dei tunnel, e che molti altri ne verranno costruiti. Le smentite tra le due fazioni si rincorrono anche in relazione alle esplosioni che hanno colpito il campo rifugiati di Shati e gli edifici dell'ospedale Shifa, a Gaza, provocando almeno 10 vittime, quasi tutti bambini che stavano giocando con un'altalena, e 46 feriti. Fonti palestinesi attribuiscono la responsabilità a un raid israeliano. Mentre l'esercito di Israele nega di aver aperto il fuoco contro l'ospedale, perché non stava operando in quell'area, e attribuisce l'esplosione a un errore di Hamas. L'esercito ha avvertito gli abitanti delle aree di Shejaiya, Zeitoun e di Jabaliya est di lasciare le loro case e dirigersi verso il centro di Gaza city. Gli avvertimenti, che in genere arrivano prima degli attacchi, sono stati mandati con telefonate e sms. Intanto un nuovo colpo di mortaio sparato dalla Striscia contro la regione di Eshkol ha ucciso quattro israeliani. Dopo la tregua umanitaria del fine settimana si era cominciato a parlare di una sospensione di fatto delle ostilità "senza limiti di tempo". Ma il tempo è stato breve. I contendenti avevano solo in parte ceduto alle pressioni internazionali, in particolare - per quel che riguarda Israele - a quelle Usa intensificatesi con l'arrivo della festività islamica di Eid al-Fitr, che sancisce la fine del mese sacro del Ramadan. In 21 giorni di conflitto il bilancio è ormai di 1.037 morti tra i palestinesi e di 45 tra gli israeliani, due dei quali civili, più un cittadino straniero: un bracciante di nazionalità' thailandese colpito da una granata di mortaio. Hamas quantifica peraltro in circa 1.150 le vittime a Gaza. Le celebrazioni per Eid al-Fitr a Gerusalemme Est hanno frattanto fornito l'occasione per una manifestazione di massa a sostegno della popolazione della Striscia. Stando alle stime della stessa polizia dello Stato ebraico, sulla Spianata delle Moschee circa 45.000 fedeli venuti a pregare hanno intonato slogan e canti. Molti indossavano magliette di colore nero con sopra impresse scritte a favore delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato del gruppo radicale palestinese. Gli agenti hanno comunque evitato d'intervenire, tenendosi a distanza, e i dimostranti si sono dispersi da soli.   Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu riunitosi nelle scorse ore per discutere della situazione nella Striscia di Gaza, ha chiesto la fine immediata dei combattimenti, per consentire la consegna degli aiuti umanitari ai palestinesi. L'organismo Onu ha inoltre chiesto alle parti di concordare “un cessate il fuco duraturo e pienamente rispettato”. Ma primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha respinto la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza, spiegando in una telefonata al segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon che il testo non tiene conto delle richieste di Israele, in particolare la smilitarizzazione della Striscia. “La dichiarazione non affronta il danno ai civili israeliani, né il fatto che Hamas ha trasformato i civili di Gaza in scudi umani”, ha detto Netanyahu a Ban, secondo quanto riferisce il sito del Jerusalem Post. “Continuano a sparare anche ora ai civili israeliani . Israele continuerà a occuparsi dei tunnel terroristici, un primo passo verso la demilitarizzazione”, ha detto ancora Netanyahu, sottolineando che Israele ha accolto per tre volte richieste Onu di una tregua umanitaria, ma Hamas le ha violate tutte. L'offensiva, ha ribadito Netanyahu, "durerà fino alla distruzione di tutti i tunnel". Anche oggi da unp dei passaggi sotterranei che attraversano il confine è partito un attacco. Cinque uomini armati sono usciti da un tunnel nel sud d'Israele. I soldati israeliani hanno aperto il fuoco e ucciso alcuni degli assalitori. Il nostro ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha detto che “le proposte sul terreno ci sono, a partire da quella egiziana. Il cessate il fuoco umanitario non è una soluzione al problema e bisogna usare queste ore di tregua per negoziare un cessate il fuoco più sostenibile". L'ambasciatore palestinese a Roma Mai Alkaila, intanto, ha lanciato un appello al governo italiano e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché intervengano per mettere fine agli attacchi israeliani contro i civili della Striscia.

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