Esteri

Hamas viola il suo stesso cessate il fuoco. Lo scontro con Israele continua

Benjamin Netanyahu denuncia che "l'organizzazione terroristica" palestinese sta violando la tregua di 24 ore che prima aveva annunciato di voler rispettare

Il nodo della matassa resta da sbrogliare. Hamas e Israele continuano a colpire i loro obiettivi mentre il numero di feriti e morti raggiungono livelli che fanno riflettere. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu denuncia che "l'organizzazione terroristica" palestinese sta violando la tregua di 24 ore che prima aveva annunciato di voler rispettare, facendo intendere che quindi le operazioni militari nella Striscia di Gaza continueranno. "Stanno violando la loro tregua. Date queste circostanze, Israele farà ciò che deve fare per difendere il suo popolo", ha affermato alla Cnn. La proposta dell'Onu. Israele ha rifiutato la proposta avanzata in mattinata dall'inviato delle Nazioni Unite per il processo di pace mediorientale, Robert Serry, per una nuova tregua umanitaria nella Striscia di Gaza, iniziativa che aveva già trovato l'appoggio di Hamas. Un alto funzionario del governo israeliano lo rivela al quotidiano "Haaretz". Il movimento islamista palestinese aveva fatto sapere di aver accettato la proposta di tregua "in risposta all'intervento dell'Onu, in considerazione della situazione della popolazione di Gaza e in occasione dell'Eid al Fitr", in cui si celebra la fine del mese sacro del Ramadan. La proposta prevedeva una cessazione delle ostilità per 24 ore di tempo a partire dal pomeriggio odierno. Tel Aviv. Israele ha accettato cinque cessate il fuoco da quando sono iniziate le ostilità. Hamas li ha respinti o violati tutti. Il sostegno mondiale a Israele potrebbe ridursi, per ogni civile palestinese che muore nella Striscia di Gaza, ma alla sicurezza dello Stato ebraico non è possibile soprassedere. Netanyahu, parlando a 'Face the Nation' di Cbs, non cede. I palestinesi, ha aggiunto, usano "scudi umani" contro la campagna militare israeliana a Gaza. Gli sforzi del suo Paese per garantire la sicurezza non verranno meno, ha precisato, di fronte alla crescente preoccupazione sulle morti tra i civili della Striscia. Israele, ha aggiunto, non prende di mira i civili ma Hamas vuole che i loro cadaveri si accumulino perché i media possano fotografarli e creare consenso. La proposta Kerry. Il governo israeliano ha bocciato la proposta del segretario di Stato americano John Kerry che prevedeva  una serie di misure ostili a Israele. Il muro contro muro include questa volta anche Washington che a differenza del passato sembra interpretare un ruolo di mediatore terzo. Non si tratta di un volta faccia verso Tel Aviv, ma di una presa di posizione che ignora alcuni punti fermi rivendicati dal governo israeliano e che gravitano intorno a un fatto imprescindibile: la sicurezza. L'ultimo capitolo del dramma solo poche ore fa quando una donna israeliana è rimasta ferita dopo che un missile sparato dalla Striscia di Gaza ha colpito la sua casa a Shaar Hanegev, nel sud dello Stato ebraico. L'unica iniziativa valida per arrivare a una tregua, secondo Israele, resta quella egiziana. Chiarisce il punto Haaretz, citando fonti del governo. I membri del gabinetto di sicurezza israeliano sono rimasti "scioccati" dalla proposta di tregua di sette giorni presentata da Kerry venerdì sera in quanto ignorava le richieste di Israele in materia di sicurezza e non faceva neanche menzione dell'Egitto, affidando un ruolo a "sostegno" della tregua a Qatar e Turchia, due paesi considerati vicini ad Hamas e ostili a Israele. Facendo così infuriare anche Mahmoud Abbas e l'Anp per il mancato invito dell'Egitto. Il documento presentato da Kerry venerdì sera, prosegue Haaretz, citava in dettaglio diverse richieste di Hamas fra cui l'apertura dei valichi di Gaza, l'afflusso di beni nella Striscia e il trasferimento di fondi per il pagamento dei salari dei funzionari pubblici. Rispetto a Israele si limitava a un generico impegno ad "affrontare tutte le questioni di sicurezza" senza citare la richiesta di smantellare l'arsenale di missili nella Striscia o distruggere i tunnel. Anzi proibiva ad Israele di distruggere i tunnel durante la tregua. I ministri del governo israeliano "non riuscivano a credere" a quanto scritto nel documento e "lo hanno respinto all'unanimità", scrive Haaretz. Tuttavia, per non mettere in imbarazzo Kerry e non interrompere lo sforzo diplomatico hanno scelto di non fare un annuncio pubblico. Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha poi telefonato a Kerry chiedendo significativi cambiamenti nel testo.

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