«A Gaza non c’è letteralmente alcun posto sicuro per i civili». Sembra scontato ma non sfugge la drammaticità di questa affermazione se a pronunciarla è il portavoce dell'Ufficio Onu per gli affari umanitari, Jens Laerke che a Ginevra ha parlato di situazione «devastante». L’Unicef ha aggiunto che nella Striscia sono già morti 121 bambini palestinesi e altri 900 sono stati feriti dall'avvio dell'offensiva israeliana «Margine protettivo» lo scorso 8 luglio. A perdere la vita sono stati 84 maschi e 37 femmine di età compresa fra i 5 mesi e i 17 anni. Ben due su tre avevano meno di 12 anni. A queste cifre terribili bisogna aggiungere 107.000 bambini che hanno bisogno di sostegno specializzato per affrontare il trauma di questa guerra. Purtroppo sono i civili a pagare il prezzo più pesante di una guerra che non sembra trovare soluzioni malgrado gli sforzi diplomatici. Nell'enclave palestinese, con una densità di 4.500 persone per chilometro quadrato, «più di 100mila persone risultano sfollate in 69 scuole gestite dall’Unwra» l'ente dell'Onu per i rifugiati palestinesi. Sono circa 500 le case di Gaza distrutte o gravemente danneggiate dai bombardamenti israeliani e un milione e 200mila palestinesi non hanno accesso all'acqua o lo hanno solo in modo limitato. A questo si aggiungono le tante fognature straripate che potrebbero causare epidemie. Di fronte a questo scenario il Presidente della Repubblica Napolitano, in occasione della tradizionale «cerimonia del ventaglio», ha parlato di «orrore» per i «tanti incolpevoli e inermi uccisi dai bombardamenti su Gaza in una spirale di uso indiscriminato delle forze di cui è innegabilmente parte il fittissimo lancio di missili su Israele». Il segretario dell’Onu Ban Ki-moon ha rivolto un appello deciso durante la conferenza stampa con il premier israeliano Netanyahu: «Il mio messaggio è lo stesso per israeliani e palestinesi: smettete di combattere e cominciate a parlare. Trattate alla radice le cause del conflitto per evitare di ritrovarci nella stessa situazione tra sei mesi o un anno». Ban Ki-moon si è poi recato a Ramallah, in Cisgiordania, da dove si è collegato in videoconferenza con il Consiglio di sicurezza. Ha detto di non poter rivelare pubblicamente i dettagli della sua azione «in questo momento molto sensibile» ma ha affermato che «è mia speranza e convinzione che questi colloqui porteranno a dei risultati e a una fine del combattimento in un futuro molto prossimo». Il segretario Onu, che ha incontrato leader arabi, israeliani e il segretario di Stato americano Kerry, non si è nascosto, però, che «ci sono molti ostacoli e complessità». La base di partenza di una mediazione resta la proposta egiziana di cessate il fuoco. I palestinesi di Fatah hanno sollecitato una tregua e cinque giorni di colloqui. Dal canto suo Kerry ha annunciato aiuti umanitari a Gaza per 47 milioni di dollari. Ma intanto sul campo le armi continuano il loro canto di morte. Sono 622 i palestinesi uccisi dall'inizio dell'offensiva israeliana su Gaza. I feriti hanno toccato quota 3.993. Secondo le autorità palestinesi sono stati colpiti 25 ospedali e 50 moschee. Ieri è stata bombardata una scuola delle Nazioni Unite dove si erano rifugiate circa 1.000 persone. Il bilancio delle perdite israeliane è invece di 28 soldati mentre da domenica risulta disperso il sergente Oron Shaul, 21 anni, della Brigata Golani. Shaul si trovava su un corazzato colpito da un missile anti carro. Nell'incidente sono morti altri sei militari israeliani. Non si ferma, però, neppure il lancio di razzi palestinesi su Israele, oltre 1700 dal 12 luglio. Ieri pomeriggio uno è caduto a due chilometri dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, nel sobborgo di Yehud, danneggiando una casa e ferendo lievemente una persona. Di conseguenza, molte compagnie hanno deciso di cancellare i loro voli verso Israele, a cominciare da quelle americane. Un aereo della Delta, proveniente da Parigi, è tornato indietro mentre sorvolava l’Italia. La Federal Aviation Administration degli Stati Uniti (Faa) ha detto alle compagnie americane che tutti i voli verso Tel Aviv sono vietati per 24 ore. Lufthansa ha deciso uno stop di 72 ore imitata da Air France e Klm. Ieri sera cancellato un volo Alitalia mentre quello in programma questa mattina dovrebbe slittare alle 19.
«Smettete di combattere e parlatevi»
Mediazione del segretario Onu per la tregua tra israeliani e palestinesi a Gaza Razzo di Hamas vicino all’aeroporto di Tel Aviv. Stop ai voli da Usa ed Europa
