Esteri

La guerra tra Israele e Hamas si combatte a colpi di foto

Gli israeliani impegnati a smascherare le "bufale" della controparte palestinese

La propaganda non è invenzione moderna. Ma nell'era di internet la possibilità di far passare menzogne per incontestabili verità e cercare di portare acqua al proprio mulino è diventata decisamente difficile, quasi impossibile. Anche per questo il difficilissimo e complicatissimo conflitto tra Israele e Hamas, oltre che sul campo, si combatte sulla rete. In particolare su Facebook dove non è raro imbattersi in fotografie che fanno accapponare la pelle. E che in questi giorni sono al centro di un dibattito acceso tra i palestinesi che le portano come prova della violenza israeliana e la controparte che, al contrario, le indica come delle palesi bufale. Ecco alcuni casi:    Nella foto si vede un adulto che punta il mitra al viso di una bambina. La stranezza evidenziata dagli israeliani, oltre l'apparente tranquillità della bambina, sta nel fatto che il militare non può in alcun modo essere un membro dell'IDF, l'esercito israeliano. La bandiera appicciata sul petto, oltre che inusuale, è evidentemente posticcia e non corrisponde alle divise indossate dagli israeliani.               Questa seconda foto ha fatto il giro del mondo. In realtà quella fatta circolare in questi giorni sarebbe un clamoroso falso. L'originale, sottolineano gli israeliani pubblicando una pagina del The Telegraph, risalirebbe al 23 luglio 2012 e sarebbe legata alla guerra in Siria. Quindi non si tratta di un minore palestinese ferito in questi giorni.           Insomma, è chiaro che nella guerra di internet non esiste un vincitore assoluto. Ma Israele sta lavorando molto su questo fronte. Così, quando Hannie Hassan, giornalista di Al Jazeera, accusa l’Occidente di chiudere un occhio «sui cittadini europei che vanno a occupare insieme a Israele le terre palestinesi e le loro risorse, commettendo atroci crimini di guerra e violando norme internazionali. Durante il genocidio israeliano», il governo di Gerusalemme risponde con questa immagine.   C'è poi la versione di Marwan Bishara, il “senior political analyst” di Al Jazeera, che lancia una domanda provocatoria: "Perché non vedete mai ansia nei volti degli israeliani?". La risposta, secondo l’analista arabo starebbe in un manuale di sopravvivenza ai media dal titolo “The Israel Project's 2009 Global Language Dictionary”.  Nel volume sarebbero tracciate le linee guida di come non spargere il panico e come affrontare i media di tutto il mondo. Sembra una cosa da niente, ma non lo è: le guerre si vincono soprattutto in televisione. Per essere ancora più precisi, Bishara sostiene che cinque anni fa il governo israeliano si sia rivolto a Frank Lutz, un esperto sondaggista israeliano, per migliorare il progetto.

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