La situazione del Medioriente continua a destare preoccupazione nel Papa, in particolare per le notizie allarmanti provenienti dall’Iraq. Francesco ne aveva parlato esplicitamente domenica all’Angelus e ieri si è appreso che il Pontefice nel pomeriggio dello stesso giorno ha telefonato al patriarca di Antiochia dei siro cattolici Ignatius Youssef III Younan per «rassicurarlo che segue da vicino e con preoccupazione il dramma dei cristiani cacciati e minacciati nella città irachena di Mosul». Il patriarca aveva denunciato che nei giorni scorsi gli estremisti dell’Isil avevano incendiato il palazzo episcopale. Il colloquio telefonico è durato nove minuti e «il patriarca Younan ha ringraziato il Papa e chiesto di intensificare gli sforzi con i potenti del mondo mettendoli davanti al fatto che nella provincia di Ninive si sta consumando una pulizia di massa basata sulla religione». Parole forti, quelle pronunciate in risposta dal Papa: «Che vergogna per il silenzio del cosiddetto mondo civilizzato» avrebbe detto il Pontefice che «ha dato la sua benedizione apostolica a tutto il popolo cristiano di Oriente, assicurando che sarà sempre presente nelle sue preghiere per la pace e la sicurezza». Ieri il Papa ha anche ricevuto il nunzio apostolico a Baghdad, mons. Lingua. A Mosul non ci sono più cristiani dopo duemila anni. Gli estremisti islamici li hanno costretti a lasciare le loro case senza potersi portare via nulla. L’alternativa è la conversione all’Islam e chi si oppone a questa barbarie viene ucciso senza pietà, come è successo a un docente universitario, Mahmoud al-Asali, dopo che aveva contestato i jihadisti per essersi impossessati o aver incendiato le proprietà dei cristiani. I vescovi iracheni si sono riuniti a Baghdad per chiedere l’aiuto concreto degli altri cristiani. Un appello di cui si è fatto portavoce il vescovo caldeo di Mosul, monsignor Amel Shamon Nona, intervistato da Radio Vaticana. «Ora abbiamo bisogno di solidarietà concreta e coraggiosa da parte di tutti. Abbiamo fatto un appello a tutto il mondo spiegando quello che è successo ai cristiani di Mosul: un crimine contro l'umanità. Abbiamo chiesto - ricorda - la protezione per noi e tutte le altre minoranze e il supporto alle famiglie fuggite dalla città di Mosul per trovare case e scuole per queste famiglie che hanno lasciato tutto. Un appello alla comunità internazionale e alla comunità locale, a tutti gli uomini dell'Iraq e del mondo, per trovare una via d'uscita, soprattutto per la città di Mosul, dove c'è un patrimonio di chiese e manoscritti importantissimi per la nostra storia, patrimonio di tutta l'umanità». Ma l’orrore del sedicente califfato dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante non sembra avere confini. Ieri il leader dei jihadisti Abu Bakr al-Baghdadi ha ordinato l'infibulazione per tutte le ragazze del territorio sotto il controllo dell’Isil e fa seguito quello che impone il «jihad del sesso», vale a dire di concedere le ragazze vergini della propria famiglia ai jihadisti, e la segregazione dei sessi nelle università.
Il Papa: una vergogna il silenzio del mondo civilizzato
La situazione del Medioriente continua a destare preoccupazione nel Papa, in particolare per le notizie allarmanti provenienti dall’Iraq. Francesco ne aveva parlato esplicitamente domenica all’Angelu...
