Esteri

Boeing colpito, trovate le scatole nere

Prese dai ribelli. Gli Usa li accusano di aver sparato al jet di Malaysia Airlines. Eurocontrol apre inchiesta sui black out radar dietro i giochi di guerra

Trovate le scatole nere del Boeing 777 della Malaysia Airlines abbattuto da un missile. Le hanno raccolte ieri mattina i separatisti filorussi a Torez, qualche chilometro a sud di Hrabove dove giovedì scorso si è schiantato il volo MH 17 con 298 persone a bordo. «Le consegneremo all’Icao, l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile», conferma Alexander Borodai, ministro dell’Interno dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk. Che smentisce accordi con il governo di Kiev per il recupero dei corpi delle vittime. Le 196 salme finora trovate resteranno chiuse nei vagoni ferroviari alla stazione di Torez fino all'arrivo di una delegazione di esperti internazionali. Il segretario di Stato Usa John Kerry è tornato a puntare il dito contro i ribelli: «Nell’ultimo mese c’è stato un flusso di armi dalla Russia in Ucraina» e il missile lanciato dal sistema Buk che ha centrato alle 14.15 del 17 luglio il B777 «è partito dall’area controllata dai separatisti». Anche Kiev accusa i ribelli di aver abbattuto il jet con un missile di fabbricazione russa. Secondo un rapporto gli 007 russi del Gru, l’esercito ucraino avrebbe portato 27 sistemi Buk nel Donetsk perchè attendeva il passaggio di un cargo di Mosca. È invece apparso il Boeing malese. Disorientato da un black out radar? Difficile dirlo e difficile pure capire chi abbia sparato. Eurocontrol e l’Agenzia per la sicurezza europea hanno aperto inchieste proprio sui black out radar registrati dal 2 giugno scorso in concomitanza con le esercitazioni Nato che coinvolgono aerei «invisibili» Awacs. Dopo che l’Air Traffic Service della Slovacchia ha denunciato «l’interruzione delle comunicazioni in radiofrequenza» tra il 5 e il 10 giugno in concomitanza con esercitazioni militari e la scomparsa dai monitor di 13 velivoli. Radar «ciechi» pure in Austria e in Germania. La Nato ha confermato di aver effettuato «un disturbo localizzato a bassa frequenza» dei segnali nei cieli sopra l’Ungheria» ma ha escluso di aver interferito con il traffico aereo civile. L’Alleanza ha comunque rivelato che Awacs hanno condotto regolari missioni sull’Europa per monitorare le attività russe vicino al confine ucraino senza causare interferenze perché «questi velivoli non hanno la capacità di inceppare» i sistemi radar. Il destino ha voluto che il B777 malese si sia trovato a volare in zona di guerra, tra aerei-spie e missioni top secret. Per questo saranno strategiche le prove raccolte sul terreno. Ieri il ministro dei Trasporti malese Liow Tiong Lai è atterrato a Kiev e ha chiesto che il team di investigatori della Malaysia Airlines possa accedere all’area del disastro per effettuare i rilievi. In Ucraina pure il presidente della compagnia aerea Nor Yusof. Solo l’inviato dell’Osce Michael Bociurkiw ha potuto vedere i resti del Boeing e i corpi dei passeggeri caricati sui vagoni ferroviari. Il primo ministro britannico David Cameron, dopo aver telefonato al presidente francese Francois Hollande e alla cancelliera tedesca Angela Merkel, ha proposto che l’Ue imponga nuove sanzioni alla Russia e ha intimato al presidente Vladimir Putin di «garantire agli investigatori libero accesso al luogo dell’incidente». Il premier malese Najib Razak ha chiesto che i corpi dei connazionali rimasti uccisi nello schianto vengano rimpatriati prima della fine del Ramadan, prevista per la prossima settimana. E oggi il il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite potrebbe discutere la risoluzione di condanna dell'attacco per invitare gli Stati della regione a cooperare con un’inchiesta internazionale.

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