Esteri

Aereo precipitato, prosegue il recupero dei corpi. Putin: "A causare la tragedia le ostilità nell'Est"

I Paesi Bassi premono per il trasferimento in patria delle 192 vittime olandesi

Centinaia di cadaveri stretti nella lotta tra i separatisti e il governo ucraino, fermi ancora nel territorio controllato dai ribelli e prossimi al viaggio che dovrà portarli a Kharkiv, città nel nord-est rimasta fedele a Kiev. Mentre quelli già recuperati giacciono in vagoni-frigo nella stazione di Torez, continua la ricerca dei corpi rimasti nel luogo dello schianto. Una tomba a cielo aperto, dove vengono estratti dai rottami del volo MH17 della Malaysia Airlines, abbattuto giovedì al confine fra Ucraina e Russia. Ne sono stati raccolti oggi altri 21. Sono quindi 272 i corpi recuperati sul totale delle 298 vittime dello schianto del Boeing 777, 251 dei quali  trasportati a Torez. Il premier ucraino, Arseny Yatsenyuk, ha ribadito che il governo di Kiev “non ha dubbi” sul fatto che il velivolo sia stato colpito da un missile antiaereo. I corpi saranno trasferiti solo dopo l'arrivo sul luogo dell'incidente degli esperti internazionali, che dovranno accompagnare il convoglio. Fino a quel momento resteranno nei vagoni frigorifero a Torez, ha fatto sapere il vicepremier dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Andrei Purgin. "Siamo pronti ad aggiungere un vagone apposito per loro", ha sottolineato Purgin, il quale ha riferito che inizialmente si era raggiunto un accordo sul trasferimento a Mariupol, ma "all'ultimo momento Kiev ha cambiato idea e ha annunciato Kharkiv come luogo di ritrovo per i parenti". Sembra però che il treno stia per lasciare nelle prossime ore la stazione di Torez, per raggiungere una località dove gli anatomopatologi possano fare il loro lavoro. A riferirlo è stato il responsabile della squadra di esperti olandesi, giunti nella stazione ferroviaria   Le vittime olandesi. Il governo di Kiev si è detto disposto a consegnare le salme in Olanda, in modo che le autopsie si tengano proprio nei Paesi Bassi. E il premier olandese, Mark Rutte, ha specificato che il rimpatrio dei 192 cittadini olandesi morti nello schianto del volo MH17 è “la prima priorità” dell'Olanda. L'aeroporto di Amsterdam è stato invaso dai fiori lasciati per commemorare la vittime. Tutti gli sforzi sono dedicati a fare in modo che il treno con celle frigorifere in cui sono stati portati i corpi delle vittime raggiunga “territori controllati dall'Ucraina”. Rutte ha anche messo in chiaro che l'Olanda non vuole ritardi nella restituzione delle salme. Ieri sera, a una domanda se esista un ritardo massimo accettabile dal governo, Rutte ha risposto: “Zero, non lo accettiamo. Il rimpatrio avrebbe dovuto svolgersi due giorni fa, ma stiamo lavorando il più duramente possibile per assicurare un rapido rientro” delle salme.   Putin: “La tragedia causata dalle ostilità nell'Est”. Dopo gli attacchi degli Stati Uniti nei confronti di Mosca, sulla vicenda dello schianto dell'aereo malese interviene Vladimir Putin. Nell'Est dell'Ucraina, dopo il fallito cessate-il-fuoco di fine giugno, “abbiamo chiesto ripetutamente alle parti in conflitto di mettere fine immediatamente allo spargimento di sangue e sedersi al tavolo dei negoziati", ha ricordato Putin in un video messaggio pubblicato nella notte. Senza puntare direttamente il dito contro le autorità ucraine, il leader del Cremlino si è detto però "certo" che "questa tragedia non sarebbe avvenuta se il 28 giugno non fossero riprese le ostilità in Ucraina dell'Est". Allo scadere del cessate-il-fuoco unilaterale dichiarato da Kiev il 20 giugno, l'esercito ha ripreso l'offensiva contro i separatisti nelle regioni orientali, non raccogliendo l'appello della Russia a prolungare la tregua per continuare i negoziati, avviati dal “gruppo di contatto”. Putin ha promesso che la Russia farà tutto il possibile perché il conflitto nell'Ucraina dell'Est passi dall'attuale fase militare a quella della discussione al tavolo dei negoziati, esclusivamente con mezzi diplomatici e pacifici.

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