Il giudice europeo dà parere positivo al ricorso dei sindacati che, dopo essersi appellati alla normativa europea in materia di precariato, chiedono l’assunzione di tutti i supplenti che hanno prestato servizio ininterrotto per almeno 36 mesi. La questione è stata sollevata per prima dall’Anief che ha patrocinato diversi ricorsi al giudice del lavoro per l’applicazione della direttiva europea sul divieto di abuso dei contratti a tempo determinato nella scuola. «La consuetudine tutta italiana di reclutare il 15-20 per cento del personale scolastico attraverso supplenze annuali, anche in presenza di posti vacanti utili alle immissioni in ruolo, lasciando centinaia di migliaia precari abilitati alla professione in perenne lista di attesa, non può essere considerata come giustificata da ragioni obiettive». A sostenerlo è l’avvocato generale presso la Corte di giustizia dell’Unione europea, Maciej Szpunar, che ieri ha depositato le sue conclusioni nel procedimento Mascolo C-22/13 ed altri, avviato a seguito delle quattro ordinanze di rimessione del Tribunale di Napoli nel gennaio 2013 e dell’ordinanza della Corte costituzionale 207/2013 del luglio 2013 aventi come oggetto la valutazione di compatibilità della disciplina di reclutamento italiano del personale del settore scolastico con la normativa europea. «Nelle sue conclusioni - spiega l’Anief - l’avvocato generale ha ammesso in modo inequivocabile l’incoerenza tra l’abuso di precariato nelle scuole italiane rispetto, in particolare, alla clausola n. 5 della Direttiva UE 1999/70 che impone agli stati membri l’adozione di misure preventive e sanzionatorie proprio per evitare la reiterazione abusiva dei contratti a termine - spiega il sindacato - L’Anief, dopo essersi rivolta, prima organizzazione sindacale, ad inizio 2010, alla Corte europea, aveva patrocinato dinanzi alla Corte costituzionale uno di questi procedimenti, con gli avvocati Vincenzo De Michele e Sergio Galleano, insistendo per la rimessione pregiudiziale proprio alla Corte europea, evidenziando come la disciplina del reclutamento del personale docente ed Ata della scuola fosse palesemente contraria alla direttiva europea: una procedura che dal 1999 ad oggi ha consentito, attraverso la reiterazione dei contratti a termine, la formazione di un precariato che ha ormai raggiunto livelli del tutto inaccettabili per un paese moderno europeo».
Sentenza Ue sui precari della scuola «Vanno assunti»
Il giudice europeo dà parere positivo al ricorso dei sindacati che, dopo essersi appellati alla normativa europea in materia di precariato, chiedono l’assunzione di tutti i supplenti che hanno...