Pensava fosse uno scherzo, di pessimo gusto, e invece è iniziato il suo incubo. Una sedicenne americana è stata stuprata e le immagini del suo corpo nudo erano già in rete, mentre la festa continuava. Violentata, usata e derisa. Perché dopo l’affronto fisico dello stupro, la ragazza ha dovuto subire anche l’assalto dei “troll” di internet, che si stanno divertendo tuttora a prenderla in giro, mettendosi in pose ridicole e deridendo il suo dolore. Per vedere il tutto è sufficiente prendere #jadapose e appariranno una miriade di immagini di ragazzi senza pudore che deridono la vittima. Molte delle immagini sono state rimosse, e altri internauti sono corsi in sua difesa. L’inizio della persecuzione su internet è cominciata da quando la vittima dello stupro è andata a farsi intervistare in televisione, sul canale KHOU. «Non c’è motivo per cui nascondersi – ha detto Jada, protetta dal nome di fantasia – tutti quanti hanno vista la mia faccia e il mio corpo, ma io non sono quella che appare nella foto». Jada parlando con ill giornalista che la intervistava ha parlato della festa, dove si era recata insieme a una sua amica, pensando di andare soltanto a divertirsi. Ma quando è arrivata lì, un ragazzo le ha offerto un drink. Ed è iniziato l'incubo. «Doveva avere qualcosa dentro - ha detto - perché io mi ricordo solo di essermi svegliata completamente nuda e con le foto del mio corpo sui social». «Ho capito così di essere stata stuprata» ha detto. Nel frattempo i coetanei di Jada continuano senza pietà a mostrare indifferenza al lato umano postando foto su Twitter che scimmiottano la foto originale. Ma non solo, i troll hanno cominciato ad attaccare lei personalmente. Lo Houston Press ha parlato direttamente con il creatore di uno dei video che l’hanno presa di mira. Il motivo che lo ha spinto a farlo? «La noia, mi sono alzato martedì mattina non avevo niente da fare e ho deciso di movimentare il mio canale Twitter». Al giornalista che lo intervistava il ragazzo non ha avuto il coraggio di dire il suo vero nome, ma ha confermato di non conoscere personalmente Jada. Nonostante questo, mentre l’hashtag continuava a espandersi a macchia d’olio nella rete, altri internauti sono corsi in soccorso di Jada, colpendo direttamente anche gli accusatori. «Houston loves and supports you, Jada». “Houston ti ama ti sostiene”, scrive su Twitter, Kia Hutch. Altri ancora hanno creato degli hashtag per controbattere: #JusticeforJada #jadacounterpose. Nell’intervista rilasciata a KHOU, Jada ha chiesto disperatamente che il responsabile non la passi liscia, sia arrestato; lei è arrabbiata e sente il bisogno di tornare a scuola in autunno. La polizia di Houston ha detto che sta investigando sul caso. La madre, col cuore spezzato, chiedendo di non essere identificata, ha detto al canale KHOU: «Nessuna figlia merita questo, nessun essere umano merito questo trattamento».
Stuprata alla festa, derisa sui social network
La ragazza, americana di 16 anni, è stata drogata e poi violentata. La sua foto postata su Twitter è diventata virale. In tanti l'hanno usata per prenderla in giro
