Esteri

I fucilieri di Marina persi sul web in un mare di puntini...

Antonio Angelia.angeli@iltempo.it Senso di solitudine, paura di essere dimenticati, desiderio di rientrare «in partita»: sono i sentimenti che emergono in questi giorni dai «segnali» inviati dal...

Senso di solitudine, paura di essere dimenticati, desiderio di rientrare «in partita»: sono i sentimenti che emergono in questi giorni dai «segnali» inviati dal marò Massimiliano Latorre, che da oltre due anni e mezzo, lui, servitore del Paese e della bandiera, attende... Tanti infiniti puntini di sospensione sulla pagina Facebook di Latorre, insieme a Salvatore Girone, in India da due anni e mezzo con l’accusa mai provata, mai circostanziata e nemmeno mai apertamente dichiarata, di aver ucciso due marinai indiani. Un’accusa non supportata da alcuna prova, perché prove non ce ne sono visto che, come ribadito da numerosi e autorevoli periti, i due marò sono innocenti e detenuti in India in modo assolutamente fuorilegge. Su quel profilo sono sparite le foto di Latorre, anche quella che lo ritraeva in divisa del blasonatissimo reggimento San Marco. E questo accade all’indomani dell’incontro tra i ministri della Difesa e degli Esteri. Pinotti e Mogherini, con le compagne dei due fucilieri della Marina Militare per aggiornarle in merito alla riunione del 3 luglio scorso, con il team di giuristi internazionali. «Cosa sia successo nelle due riunioni non lo sappiamo», spiega Vito Alò delegato Cocer Marina, il «sindacato» dei militari. «È necessario - aggiunge ancora Alò - proprio come avvenne il 18 gennaio scorso con il commissario incaricato dal governo, che i ministeri competenti diano un quadro aggiornato della situazione attuale anche al Cocer. Per sapere quali sono le iniziative intraprese dal governo e se la fase di internazionalizzazione del caso è concretamente iniziata». Il timore (e non solo dei due fucilieri) è che la vicenda sia ben lontana da una soluzione. Che l’impulso che era stato impresso a questa vicenda dal nuovo governo (italiano) e che tutte le possibilità che si aprivano con l’altro nuovo governo (indiano) non si stiano concretizzando. Insomma la lentezza, la burocrazia, il senso di attesa starebbero vincendo ancora su quella voglia, fortissima nel nostro Paese, di risolvere la vicenda in tempi umanamente brevi. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono due «pezzi di Italia» e «pezzi d’Europa», che difendevano il territorio italiano ed europeo in mezzo all’oceano Indiano. Su preciso mandato internazionale. E ora si ritrovano imprigionati senza nemmeno uno straccio di capo d’accusa, peraltro nemmeno possibile, visto che le anche più superficiali indagini non possono che provare la loro innocenza. Il timore è che i colloqui tra le famiglie e i ministri non abbiano trasmesso quel senso di sicurezza che sarebbe necessario e che tutto sia ancora in alto mare. Anche la compagna di Massimiliano, Paola Moschetti, ha tolto le immagini del profilo «per solidarietà a Massimiliano Latorre», mentre sul suo profilo, oltre ad una infinita serie di puntini, è stata aggiunta la frase di una canzone di Andrea Bocelli: «Ci sono cose in un silenzio che non m’aspettavo mai».

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