Ritirata strategica per i militari italiani a Tripoli. I soldati italiani e i carabinieri impegnati nell'operazione Cirene di addestramento del nuovo esercito libico sono stati costretti a lasciare il compound Regata dove svolgevano il loro compito per evitare di essere coinvolti negli scontri che da giorni vedono contrapposte milizie avverse. Venerdì gli scontri hanno interessato l'area addestrativa Regata, ex residenza di Gheddafi. Ora i militari italiani hanno ripiegato con il loro equipaggiamento in un altro centro addestrativo a ovest di Tripoli. La situazione in Libia è tornata ad essere incandescente per i nostri connazionali. Ieri è stato rapito un ingegnere italiano, Marco Vallisa, vicino al cantiere nei pressi del confine con la Tunisia. Il sequestro, che ha coinvolto altri due colleghi, non italiani, di Vallisa, dovrebbe essere opera delle tribù che da mesi rivendicano un ruolo nel governo della nuova Libia. Nell'est del Paese, in Cirenaica gli scontri tra le milizie jihadiste e "l'esercito" del generale Haftar sembrano vivere una situazione di stallo.
Ritiro strategico per i militari italiani a Tripoli
Gli uomini impegnati nell'operazione di addestramento del nuovo esercito libico sono stati costretti a ripiegare per non essere coinvolti negli scontri tra milizie avverse
