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Kiev torna a sparare. Medvedev: ora la pace sarà più difficile

KIEV La tregua è fallita in Ucraina. Tre soldati dell’esercito di Kiev sono stati uccisi ieri e dieci sono rimasti feriti begli attacchi dei separatisti contro veicoli e posti di blocco nell'est...

KIEV La tregua è fallita in Ucraina. Tre soldati dell’esercito di Kiev sono stati uccisi ieri e dieci sono rimasti feriti begli attacchi dei separatisti contro veicoli e posti di blocco nell'est del Paese. Lo ha riferito un portavoce del Consiglio nazionale per la sicurezza e difesa, Andriy Lysenko, aggiungendo che nelle ultime 24 ore le truppe governative hanno condotto più di 100 attacchi contro le posizioni degli insorti e hanno allontanato i filorussi armati da tre villaggi. Il governo di Kiev sostiene di aver ripreso il controllo del valico di frontiera di Dovzhanskiy; la guardia di frontiera ha fatto sapere oggi che la postazione era stata minata dai separatisti. Il valico di Dovzhanskiy è una delle tre postazioni in mano agli insorti; il presidente Petro Poroshenko aveva chiesto ai filorussi di restituirne il controllo come una delle condizioni per estendere il cessate il fuoco unilaterale, scaduto lunedì dopo 10 giorni. Al computo vanno aggiunti quattro civili ucraini, morti in un attacco contro il pullman sul quale stavano viaggiando. Nonostante queste prime vittime, l’andamento delle rinnovate operazioni militari è stato commentato positivamente da Oleksandr Turchynov, leader della Rada Suprema, il Parlamento: «Le Forze Armate e la Guardia Nazionale stanno proseguendo la loro offensiva aggressiva contro i terroristi e i criminali». «Sono convinto che, grazie a loro, ripuliremo la parte orientale del nostro Paese e la libereremo dagli invasori», ha dichiarato Turchynov, che è stato anche presidente della Repubblica ad interim nel periodo intercorso tra la cacciata del presidente Viktor Yanukovich, a fine febbraio, e l’elezione di Petro Poroshenko, a maggio. Sono almeno 200 i morti nelle file delle forze governative ucraine dalla metà di aprile, quando è scattata l’operazione antiterrorismo contro le milizie separatiste filo-russe nelle regioni orientali Il maggior numero di perdite si e' registrato tra le Forze Armate con 150 vittime. La ripresa delle ostilità, secondo dal primo ministro russo Dmitrj Medvedev, «è stato un errore fatale e drammatico da parte del presidente ucraino Petro Poroshenko». La decisione «condurrà a nuove vittime» e «ormai è lui a esserne personalmente responsabile». Nelle attuali condizioni, ha ammonito il premier di Mosca, «tornare al tavolo dei negoziati e rilanciare i colloqui di pace sarà molto più difficile». « Il mancato pagamento del gas naturale russo da parte ucraina è inoltre destinato a far esplodere una crisi in autunno», aggiunge Medvedev. A maggio Gazprom ha tagliato le forniture della Russia a Kiev. «L’Ucraina il gas non lo paga», ha ricordato Medvedev. «Il suo debito e' enorme. Prendono il gas da depositi clandestini». Il capo del governo ha quindi annunciato che Mosca adotterà misure protezionistiche per tutelare i propri mercati dalle potenziali ripercussioni dell’accordo di associazione, appena sottoscritto dal Paese confinante con l'Unione Europea». Il segretario di Stato Usa John Kerry ha ribadito in una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che «Mosca deve smettere di sostenere i separatisti ucraini».

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