Esteri

Carovana dei migranti fermata in Francia

Cinque rifugiati regolari rispediti in Italia

La Carovana europea dei migranti e dei rifugiati, partita sabato da Torino e diretta a Bruxelles, è ripartita dopo lo stop di alcune ore imposto a Chamonix in seguito al fermo di cinque rifugiati alle 5 di ieri mattina da parte della polizia. I migranti sono stati rilasciati nel primo pomeriggio e rispediti in Italia. «C'è stato un processo per direttissima - spiega Aboubakar Soumahoro, tra gli organizzatori dell'iniziativa - terminata con una procedura di riammissione in Italia senza alcuna condanna. Sono regolari. Avevano permessi di soggiorno in via di rinnovo, con regolare ricevuta ad accertare la procedura regolare - spiega Soumahoro - ma ci hanno detto che non andava bene e li hanno fermati». Da lì è partita la protesta spontanea dei migranti in viaggio per l'iniziativa. «Abbiamo detto che non saremmo ripartiti - spiega - fino al rilascio dei nostri compagni». Così è stato. La Carovana è un’iniziativa promossa dal Movimento Migranti e Rifugiati, dall'Usb insieme alla Coalizione internazionale dei Sans-Papiers e Migranti Europa in vista del vertice dei Capi di Stato e di governo in programma a Bruxelles venerdì e sabato. Soumahoro polemizza sugli ostacoli incontrati. Un primo stop per c'è stato al San Bernando, al confine con la Svizzera. Poi la carovana è ripartita prima di imbattersi in un secondo blocco, alle 5 di ieri mattina, all'uscita dal tunnel del Monte Bianco. «Abbiamo trovato una situazione vergognosa - racconta Soumahoro - un vero e proprio schieramento di agenti: ci stavano aspettando. Ce lo hanno ripetuto sia in Svizzera che in Francia. C'è stato un dispiegamento di forze di polizia incredibile. Ma chi pensa di fermare il viaggio dei sopravvissuti di Lampedusa, sappia che non ce la farà». Intanto a Bruxelles sono già giunte le carovane partite da Germania, Grecia, Spagna, Francia e Paesi Bassi. Quando è arrivata la notizia dell’«incidente» in cui si sono imbattuti i compagni partiti dall'Italia, i rifugiati arrivati dagli altri Paesi si sono diretti al consolato francese a Bruxelles, chiedendo lumi. Intanto i migranti in viaggio dall'Italia polemizzano. «Cos'è questo controllo selettivo? - chiede Soumahoro - hanno tentato di fermare il viaggio dei sopravissuti di Lampedusa, ma si sbagliano. Ora ripartiamo». Oltretutto l'iniziativa «è partita proprio dall'Italia, da una nostra idea. Del resto Lampedusa si trova in Italia, il seme della Carovana non poteva che germogliare qui. I Capi di Stato si incontreranno a Bruxelles il 27 e il 28 giugno: noi ci saremo». Nel frattempo non si fermano gli sbarchi sulle coste italiane. La Guardia Costiera ha tratto in salvo 104 migranti (tutti uomini) di origine sub-sahariana. L’allarme è giunto intorno alle 2 della scorsa notte con una chiamata alla Centrale operativa di Roma da parte di Palermo Radio che segnalava di essere stata contattata via radio da un peschereccio. Il battello informava di aver visto un gommone con i migranti a circa 54 miglia a sud di Lampedusa in navigazione verso le coste italiane. In zona è giunta la Nave Corsi della Guardia Costiera che ha effettuato il trasbordo dei migranti, sbarcati nel pomeriggio a Porto Empedocle. E sempre ieri nel porto di Augusta sono giunti 302 migranti a bordo della nave «Diciotti» della Guardia Costiera. Tra gli extracomunitari soccorsi nel Canale di Sicilia in due diversi interventi, anche un cadavere in avanzato stato di decomposizione recuperato al largo delle coste maltesi. Una lunga scia di sofferenza e fuga da guerre, miseria e persecuzioni di fronte alla quale l’Europa continua a voltarsi dall’altra parte, lasciando sulle spalle dell’Italia tutto il peso di una tragedia senza fine.

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