Esteri

Sulla rete si moltiplicano i messaggi a sostegno dei rapitori dei tre ragazzi israeliani

Sono scomparsi da quasi una settimana, esattamente giovedì scorso. Naftali Fraenkel, insieme ad altri due amici ebrei, Gilad Shaar 16 anni e Eyal Yifrah 19, sono spariti. Rapiti dalla loro Mekor Chaim yeshiva in Gush Etzion, una scuola ortodossa molto prestigiosa aperta anche alle donne. Da quel momento in poi la famiglia Fraenkel sta aspettando e pregando per la liberazione del figlio e degli altri due ragazzi. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha spiegato che dietro l’azione si nasconderebbe il gruppo terroristico di Hamas. Insieme alla famiglia e i parenti, tutta la West Bank sta pregando perché i ragazzi tornino a casa. La madre di Fraenkel, commossa, di fronte alle televisioni ha ringraziato le autorità per gli sforzi messi in campo. «Sentiamo che stanno capovolgendo il mondo per trovarli» ha detto tra le lacrime. E il mondo si è mosso per chiedere la loro liberazione. La sinagoga di Brooklyn sta organizzando veglie di preghiere. Più di 200 persone di 15 differenti gruppi religiosi ebraici si sono radunate intorno al consolato di Israele con manifesti con la scritta “#bringbackourboys”. Gli stessi manifesti sono apparsi anche a Roma nella zona della sinagoga.   Motivi. Il rapimento potrebbe essere una ritorsione. Lunedi, infatti, le forze di sicurezza israeliane avevano circondato un gruppo di quaranta persone affiliate ad Hamas. I militari, entrati nel campo di al-Jalazoun nel West Bank, hanno reagito al lancio di pietre uccidendo un palestinese di venti anni. Il presidente palestinese Abbas ha condannato le incursioni israeliane e anche il rapimento. Ma il suo popolo non sembra seguirlo. Per le strade, su internet, nelle radio sono molti coloro che incitano i rapitori a non mollare. Subito dopo la notizia del rapimento, alcune organizzazioni palestinesi si sono organizzate per intralciare le operazioni di ricerca. Senza contare che è da qualche tempo che Hamas e anche la “Palestinian Islamic Jihad” lanciano avvisi inneggianti al rapimenti di giovani israeliani per poi poterli scambiare con dei prigionieri. Venerdì è nato su Facebook un gruppo di supporto morale per i rapitori. E sono molte le immagini che circolano sulla rete e ironizzano sui tre rapiti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.