Esteri

A casa quattro ragazze rapite da Boko Haram in Nigeria

Ufficialmente sono riuscite a scappare. Ma non è chiaro che il gruppo islamista abbia deciso di rilasciarle

Sono tornate a casa in quattro. Si sono allontanate dal terrore dei Boko Haram. Ma non è ancora chiaro se siano state rilasciate perché ammalate o se siano riuscite a fuggire. Poco importa. Resta che per loro questa brutta storia è parzialmente finita. In parte, perché dovranno ancora spiegare dove si trovino tutte le altre duecento ragazze. Chi, nel caso, è stata venduta. Chi è diventata schiava. Le famiglie delle altre le aggrediranno per avere notizie per sapere qualcosa delle loro figlie, sorelle, amiche. Il governatore dell’area interessata, il Chibock, Bana Lawan, ha diffuso ieri la notizia che le ragazze erano tornate a casa. Erano state rapite durante un esame a scuola il 14 aprile scorso. Circondate da uomini armati erano state fatte salire su dei camion e portate via. 53 finora sono riuscite a scappare.  Il commissario per l’educazione Musa Inuwa ha dichiarato alla Reuters che quattro di quelle che sono tornate, sono già dalle loro famiglie, ma non si è espresso sulla modalità di fuga. Il rapimento delle ragazze aveva portato sotto i riflettori il gruppo terrorista Boko Haram, che combatte per instaurare un regime islamico nella zona settentrionale della Nigeria. Questo obiettivo finora è costato migliaia di vite umane, mettendo a serio rischio anche l’unica fonte di sostentamento di questa zona dell’Africa: la produzione petrolifera. Il capo della difesa aerea nigeriana, Alex Badeh, martedì ha dichiarato di sapere dove si troverebbero le ragazze. Ma ha anche detto di escludere un colpo di mano per recuperarle, per evitare perdite umane tra loro o i soldati. Molti ufficiali si sono dichiarati contrari a questa opzione. I ribelli del Boko Haram si sono dimostrati senza pietà. I militari adesso devono affrontare anche un problema di immagine. Criticati dovunque per la gestione dell’affaire Boko Haram, e per l’evidente incapacità di difendere i cittadini, adesso continuano a rilasciare dichiarazioni nelle quali fanno sapere di essere impegnati al cento per cento per riportare a casa le ragazze. Intanto Boko Haram continua a mietere vittime. Nell’ultimo attacco di lunedì sono morte trentuno persone.

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